66o CALENDARIO Il Sabato è pegli Ebrei una delle feste più solenni ; la sua istituzione è antica quanto il mondo; viene celebrato in memoria della cessazione dell'opera dei sci giorni e del riposo che prese l’Eterno in quel giorno (Uen. Il, a e 3). La voce sabato significa in ebraico cessazione e riposo. È troibito agli Ebrei in tal giorno qualunque opera servile, i scrivere, il trattar affari, viaggiare , e persino allontanarsi dalla città per più di 2000 passi, portar arme di qualunque specie , toccar fuoco , apprestar mense , portar da uno ad altro luogo ciò che abbisognasse, e suonar istro-menti. Il venerdì, una mezz'ora circa prima del tramontar del sole, comincia la festa coll’accendersi apposite lampade, e dev’ essere apparecchiata ogni cosa per il pasto della sera e dell' indomane. La festa non termina interamente se non la notte del sabato dopo le preci della sera: si fa per altro accendere il fuoco da qualche straniero non ebreo per ¡scaldar le vivande pei vecchi, gl’infermi, i fanciulli e per ripararsi dal freddo. I malati in pericolo, c le donne nei primi giorni del puerperio possono farsi servire da uu israelita senza l’intervento di uno straniero. Leggcsi nella sinagoga una sezione del Pentateuco ogni sabato dell’anno, e talvolta due; di guisa che in un anno leggonsi tutti i libri mosaici, che furono divisi in 54 sezioni ossia lezioni. Si comincia a leggerli subito il primo sabato dopo le feste dei Tabernacoli, cui si dà il nome di Salalo Be-rcschit, dal nome della sezione: si fa una piccola festa c si termina il Pentateuco il giorno di Sim/uilora. V. l’articolo delle feste dei Tabernacoli. Avvi nell’anno quattro sabati distinti, in cui si legge qualche passo del Pentateuco, oltre la sezione del giorno, e siffatti sabati prendono il nome da tali letture: essi sono i.° il sabato Shcckaliin, cioè dei Sicli, in commemorazione dei sicli d’argento da Amano promessi al re Assuero perchè gli consegnasse il popolo ebreo (Ester. III. 9) Questo sabato precede o concorre col roshodc adar: 2.0 il sabato Zachor, cioè a dire della rimembranza, in memoria della disfatta degli Amaleciti, da cui discendeva Amano; e perciò leggesi il passo del Deuteronomio XXV. 17, che ne fa menzione e comincia alla parola Zachor. Questo sabato cade prima della festa del Purim : 3.° il sabato Para, cioè a