DELLA FORMA DELL1 ANNO sapevano tanto ili astronomia per preveder ciò, intercala-' vano un mese dopo quello di adar, e questo mese era di 29 o 3o giorni , secondo che così riscontravasi nel corso ' ordinario della luna. Supponghiamolo qui di 3o. Mercè tale intercalazione, il primo di nisan che incomincia Pan-no, in luogo di essere il 6 marzo, come lo sarebbe stato nel corso ordinario, è trasportato 3o giorni più in là al 5 aprile, e la Pasqua al 19 di esso mese. Ma per la ragione che si è veduto di sopra cominciando l1 anno dopo 11 giorni prima, il primo di nisan coinciderebbe col 25 marzo, e quello di Pasqua col giorno 8 aprile. Per la stessa, ragione l’anno dopo il primo di nisan cadrebbe nel 14 marzo c nel 28 questo di Pasqua. L’anno successivo nel corso ordinario di questo calcolo , il primo di nisan cadrebbe nel 3 marzp e il primo di Pasqua nel 17; locchè costringerebbe a fare una nuova intercalazione di un mese, poiché questo 17 marzo è prima dell1 equinozio, e così di seguito pegli anni successivi; di guisa che il primo di nisan, ch’era pure il primo giorno del loro anno, cadeva sempre tra i i5 giorni che precedono ed i i5 che susseguono all1 equinozio di primavera, vale dire entro lo spazio di 3o giorni nel cui mezzo trovasi l’equinozio; e questo primo di nisan fissato una volta, stabiliva pure il principio di tutti gli altri mesi, non che tutte le feste ed i digiuni annessi a certi giorni di que’ mesi. Ma questo modo grossolano di comporre i loro mesi cd anni non ebbe corso se non durante il possesso che ebbero del paese di Canaan, ove quelli eh’erano incaricati di regolare questo genere di cose trov^vansi a portata di far prontamente conoscere ciò che aveano stabilito. Dalla loro dispersione furono però obbligati a rinvenir qualche cosa più sicura e costante, e ricorrere al calcolo astronomico cd ai cicli per regolare i lor novilunii, le intercalazioni, feste e tutto il resto in modo uniforme in tutti i luoghi nei quali essi trovjvansi dispersi. Il primo ciclo da essi usato fu quello di 84 anni, c lo adoperarono per fissare la Pasqua e tutto il rimanente dell’anno. Torna però qui in acconcio di osservare che a malgrado i diversi editti dei re di Persia a favor dei Giudei che ad essi accordavano di ritornare alla patria, gran-