SUNTO STORICO l'offerta di due pani per primizie della messe del frumento, e finalmente la festa dei Tabernacoli, che sempre co-•minciava il i5 di thisri, era pure fissata al terminar del ricolto. È chiaro non potevasi celebrare la Pasqua colle debite formalità se non nella stagione in cui erano buoni a mangiarsi gli agnelli e prossima la mietitura dell’orzo; la Pentecoste se non quando era maturo il formento, e la festa dei Tabernacoli se non dopo la vendemmia e il raccolto degli ulivi. Tali feste, perché fissate dalla legge a quelle diverse stagioni, obbligavano necessariamente di ricorrere all’espediente dell’intercalazione, che le riconducc-vano sempre entro un limite di uu mese, al tempo stesso dell’anno solare da cui le stagioni dipendono. Ecco la regola perciò stabilita. Secondo il corso ordinario, quando il i5 di nisan, ch’era il primo giorno dei fiani senza lievito e della Pasqua, ricorreva prima del-’equinozio di primavera, veniva intercalato un mese; c questo allontanava di un mese intero la Pasqua e con essa tutte le altre feste dipendenti; poiché la Pentecoste veniva 5o giorni dopo, a contare dal secondo giorno di Pasqua, ossia dal 16 di nisan, in cui offerivasi la manna, e la festa dei Tabernacoli sei mesi dopo il principio della Pasqua, essendo il 15 di nisan il primo di Pasqua (il giorno >4, benché si dovesse in esso scannare l’agnello pascale tra i due vesperi, non era propriamente che la vigilia di quella solennità) e il i5 di thisri, sei mesi dopo, era altresi il primo della festa dei Tabernacoli. Per formarsi più distinta idea di ciò, convien notare la serie dei mesi ebraici eh’è la seguente: i.° nisan, 2." jiar\ 3.“ siban; 4.0 thamus; 5." ab, 6.° clul, 7.0 thisri ; 8.° marchcsran; gn. casleu; io.0 tebeth; \\.° sabath e 12." adar. Questi 12 mesi componevano il loro anno ordinario; ma nell’anno loro straordinario ce ne avea un i3.° cui intercalavasi dopo adar, e che per tal motivo chiamavasi veadar, il secondo adar-} di guisa che l’anno straordinario avea i3 mesi. Poniamo ora dunque che l’equinozio di primavera dovesse cadere per es. al 21 marzo, come lo è all’incirca ai giorni nostri, e che il i5 di nisan (primo giorno della festività di Pasqua) ricorresse ordinariamente al 20 marzo; un giorno avanti l’equinozio. Quando eglino