SUGLI ECLISSI i4i clic si potevano escludere, e siamo nella persuasione che l’a-verti tutti compresi sarà di piacere ad alcuni astronomi. Il tempo di ogni eclissi è da noi contrassegnato col mezzo del tempo vero della congiunzione vera, o per quello della opposizione vera della luna col sole, contando la con* giunzione od opposizione sull’orbita lunare. U tempo di tale congiunzione od opposizione non è sempre precisamente quello del mezzo dell’eclissi, e vieppiù considerevole sarebbe riuscita la differenza tra que’due tempi se avessimo calcolato la congiunzione od opposizione sull’eclittica, come sogliono praticare gli astronomi. Del resto tutti i tempi sono determinati sul meridiano di Parigi. Per renderli comparabili con qualunque altro meridiano, basta prendere o nel Connaissance des Tenis o in qualche buon libro di geografìa la diilerenza tra il meridiano dato e quello di Parigi. Trovandosi tal diilerenza soltanto in gradi, conviene ridurla in tempo col prendere un’ora per ogni quindici gradi, c quattro minuti d’ora per ciascun grado; ed aggiungere que- • sta differenza di tempo all’ora,di Parigi, se il meridiano proposto sia all’est, ossia orientale a quello di Parigi, laddove se il meridiano fosse all’ ovest di Parigi converrebbe levare dall’ora di Parigi la differenza dei meridiani, con che il tempo di Parigi sarà ridotto al tempo dell’altro meridiano. Ricercasi per esempio a qual ora si debba osservare a Pekino un eclissi che avviene sotto il meridiano di Parigi ad ore tre e mezza di sera. Aprendo il Connaissance des Tems si vede che Pekino è posto a cenquattordici gradi, ossia sette ore e trentasei minuti più all’oriente di Parigi: alle tre e trenta minuti di sera aggiungete ore sette e tren-tasei minuti, e troverete che sono le ore undici e sei minuti, di sera a Pekino quando non sono che le tre e trenta minuti a Parigi; e questa sarà l’ora del mezzo dell’eclissi rapportata al meridiano di Pekino. Se invece di Pekino si fosse trattato di Lisbona, eh’è più occidentale di Parigi per undici gradi e mezzo, ossia di minuti quarantasei d’ora, converrebbe dalle ore tre e mezza della sèra troncarsi i quarantasei minuti, e nel residuo due ore e minuti quaran-, taquattro si avrebbe il tempo del mezzo dell’eclissi, ridotto al meridiano di Lisbona. Nella nostra cronologia notammo il tempo del mezzo