SUNTO STORICO 635 le ore 5 e 53 minuti di più delle g4o lunazioni medie che componevano il suo periodo, era però un avvicinarsi d’assai all’ultima esattezza; laddove l’addizione di 8 anni portava la differenza di un giorno, 6 ore, 4 < minuti e 5j secondi al di sotto delle io3g lunazioni, di cui secondo noi avea ad esser formato il ciclo di 84 anni. Che che sia, nell’ anno 46 di G. C., giusta la testimonianza di san Prospero, cominciarono i primi cristiani ad usare di quel ciclo che preso aveano dagli ebrei; ma esso conteneva alcuni difetti che si scoprirono col tempo. In conseguenza i padri del concilio di Nicea statuirono i.° che la solennità di Pasqua si celebrerebbe la prima do* menica dopo il plenilunio che ricorre nel giorno dell’equinozio di primavera, 0 dopo tale equinozio che fu fissato al 21 di marzo; 2.0 che il giorno del plenilunio sarebbe sempre il 14.0 dopo la nuova luna inclusivamente; e incaricarono dell’esecuzione di tal decisione la chiesa d’Alessandria, che vi soddisfece adottando il ciclo di Metone, eh’è quello di 19 anni. .Sull’esempio dei cristiani, gli ebrei fecero lo stesso all’incirca nel medesimo tempo, e su questo ciclo è fondata la forma del loro anno attuale. Il primo a porla sul piede in cui è, si. fu Rabbi Samuel rettore delia scuola ebraica di Sora nella Mesopotamia. Rabbi Adda, dotto astronomo, seguì il suo piano e dopo lui Rabbi Hillel vi diede l’ultima mano l’anno di G. C. 36o, ed essendo egli nasi, ossia presidente del sinedrio, indrodusse la forma d’anno che fu conservata sino ai nostri giorni e che essi dicono aver a durare sino alla venuta del Messia ( Estr. della Stor. degli Ebr. di Prideaux). Siccome gli ebrei di oggidì conservano ancora religiosamente la pratica delle feste loro prescritte dalla legge 0 dalle tradizioni , essi per regolarle hanno già composto un calendario, di cui basterà estrarre ciò che riguarda il giorno fissato per la celebrazione della loro festività pascale; giovandoci particolarmente di quanto ne dice Ventura nel libro da lui pubblicato in Amsterdam Panno 1770 sotto il titolo di (Àdendriér hebrair/ue.