GIUDAICO 65g Ci demmo cura d’inserire io questo Calendario i Roshodi, i Tecufot, i sabati, le feste e i digiuni dell’anno, e avvertimmo di collocare al'giorno susseguente i digiuni che cadono nel sabato, meno quello delle espiazioni, che, come dice Ventura, non si alterano mai. Qui noteremo che fra i sabati dell’anno, giorni così solenni, sia pegli antichi che pei moderni ebrei, essi distinguono particolarmente quelli che trovansi immediatamente dopo Pasqua sino alla Pentecoste; essendovi sempre tra l’intervallo di queste due feste sette sabati, dei quali quello che ricorre nella settimana degli Azimi dicesi sabato di Pcssah ; ma se il primo sabato dopo la Pasqua cade nell’ultimo giorno degli Azimi, vien detto ottavo di Pcssah, c gli altri sei susseguenti sono distinti coll’appellazione comune di Pereij, cioè sezione o capitolo. Nel Calendario ebraico questi sei sabati sono accennati colla voce Pereq, per avvertire che in que’ giorni leggesi nella sinagoga un capitolo o sezione del libro d'lAboaì eh’è inserito nel Talmud. Per questa ragione il secondo sabato dopo Pasqua chiamasi Pereq primo, poiché tal in giorno cominciasi a leggere il primo capitolo di quel libro, e successivamente i cinque altri, di guisa che la lettura del sesto ed ultimo capitolo appartiene al sabato che precede immediatamente Sabahot ossia la festa delle Settimane; la quale denominazione dei sabati che trovansi in questo spazio può giovare ad intendere il passo di san Luca (VI. i.) ove dice: Un giorno di sabato, chiamato il secondoprimo, mentre Gesù passava lungo le biade. In sabbato sccundoprimo ; non volendo altro l’evangelista significare con quel sabato, se non il sabato secondo dopo la solennità di Pasqua, essendo infatto questo sabato il secondo, benché chiamato secondoprimo, atteso che in quel sabato, come si è detto, cominciavasi la lettura del primo capitolo di Abod; o a meglio dire, non essendo allora ancora scritta la dottrina contenuta in quel libro, uno degli anziani della sinagoga iosegnavala a viva voce. Del resto si possono su ciò consultare gl’interpreti della Santa Scrittura; ed acciò nulla rimanga a desiderare, passiamo a dare un epilogo ragionato delle feste, solennità e digiuni jadici estraiti dal calendario degli Ebrei per l’anno 1779.