53a CRONOLOGIA STORICA ne fu ristretta la quantità, non sopravvengono più loro di questi eccessi di furore. « Del resto, aggiunge don Ulloa, essi sono così fedeli ad adempiere le condizioni dei mercati che concliiudono, che non è giammai ad essi accaduto di mancare al pagamento. Eli’è cosa ammirabile che nazioni barbare, abbandonate ai maggiori eccessi e senz’alcuna religione, abbiano idee così sane intorno all’ equità ed alla buona fede che devono regnare nel commercio. I naturali che abitano in vicinanza agli stabilimenti spagnuoli si strappano la barba con tanaglie fatte di conchiglie. Indossano una veste che discende loro fino alla cintura, un paio di calzoni corti ed il poncho (i) o mantel- lo degli araucaniesi. Non si coprono la testa e le gambe se non quando giungono in un terreno sassoso o quando corrono a cavallo nei boschi. Portano allora sandali fatti di coregge o di giunco e calzari o stivaletti di lana. Il poncho serve loro di coperta durante la notte e di tappeto nelle loro fermate." • Le donne portano vesti lunghe di colore blù tendente al nero senza maniche, aperte da un Iato, fermate sotto la mammella da una cintura e sulle spalle da due uncinelli d’ argento adattati entro piastre dello stesso raetallo del diametro di tre in quattro pollici. Lasciano crescere i loro capelli lunghissimi al di dietro e l’intrecciano, tagliandoli però corti al dinanzi. Portano all’ orecchio piastre d’argento di due pollici quadrati. Gl’indigeni che abitano al mezzodì di Valdivia ed i Chonos che dimorano nella terra ferma di Chiloe non portano veruna specie di vestito. Le femmine sono quelle che eseguiscono tutti i lavori, compresi anco quelli dell’ agricoltura, mentre gli uomini stanno a dormire, o corrono la campagna a cavallo. Esse sono molto proprie, si bagnano spesso, si lavano le mani e la faccia varie volte al giorno, e nettansi i capelli colla corteccia del quillai (smegdudermos quillay). Immediatamente dopo il parto, la donna reca il fanciullo nel più vicino ruscello e vi s’immerge con esso lui, ripigliando (i) Feiza di stoffa di lana, generalmente blù, di circa tre aune di lun-ghe»7.s « due di largheir.a.