322 CRONOLOGIA STORICA sico nel i555 avesse proibito di ordinare sacerdoti gl’indiani non a motivo della loro incapacità, ma perchè la bassezza della loro condizione avrebbe potuto spargere il discredito sullo stato ecclesiastico, tuttavia il terzo concilio provinciale lagunato nel 1585, che fu il più celebre di tutti, e le cui decisioni sono in vigore anche oggidì, permise che ricevessero il sacerdozio, purché fosse proceduto a loro riguardo con tutta la possibile circospezione. Giova osservare che i decreti di ciaschedun concilio sono, quanto alle condizioni necessarie, applicabili agl’ indiani ed ai mulatti nati o discendenti da un padre europeo e da una madre africana, e viceversa ; ora nessuno dubita dell’attitudine dei mulatti ad apprendere tutte le scienze. Torque-mada che ha scritto la sua storia nei primi anni dello scorso secolo racconta, clic dapprincipio non si ammettevano gl’indiani negli ordini a motivo della violenta loro inclinazione pel bere: ma dichiara che al suo tempo v’erano dei sacerdoti di questa nazione estremamente sobrii e d’una esemplare condotta^ in guisa che sono ormai cen-settanta anni che gl’indiani sono ammessi al sacerdozio. Da quest’epoca fino a’nostri dì il numero de’sacerdoti americani è stato considerevole nella Nuova Spagna, ove hanno fornito varie centinaia di rettori; canonici e dottori ed anche, dicesi, un prelato molto istruito. Ribellione del capitano Francesco Ernando Giron negli anni 1553 e i554- Gli estesi poteri affidati ad Alva-rado doveano necessariamente suscitargli nemici. Per questo motivo si formò contra a’suoi giorni una congiura di cui Francesco Ernando Giron era il capo. I congiurati sapendo ch’ei dovea assistere a nozze nella casa di Alonso de Loaysa, vi si recarono in armi, uccisero il capitano Giovanni Alonso Palomino c Giovanni de Morales, s’impadronirono del corregidor e di tutte le sue carte, ed es- , scndosi ragunati sulla piazza del mercato alle grida di Viva la libertà, Giron pubblicò una grida per ingiungere a tutti i cittadini di riunirsi a lui sotto pena di morte. Usurpò allora l’autorità sovrana, rapì dodicimila pesos dalla cassa del re, s’impadronì dei cavalli e dei muli che potè trovare, pronunziò la pena di morte o della galera