212 CRONOLOGIA STORICA ci ed anche venti leghe gli uni dagli altri. Gl’ indiani del vicinato erano tenuti a somministrare a questi tambos le provvigioni, i vestiti e le armi necessarie agli eserciti del principe, ed in ciascheduno eravi ordinariamente 1’ addobbo per equipaggiare ed armare trentamila uomini (i). Corrieri. Gli ordini del re si comunicavano prontamente da una provincia all’altra mediante corrieri chiamati Chasqui. Questi erano stazionati lungo le grandi strade in capanne costrutte sovra un sito elevato, ad un quarto di lega di distanza le unc dalle altre. I dispacci del governo percorrevano in questa guisa cinquanta leghe in ventiquattro ore. Questi corrieri portavano i! pesce di mare a Cuzco per l’inca in due giorni, quantunque la distanza di questa città all’ Oceano fosse di oltre a cento leghe. Gli spagnuoli li adoprarono nelle loro guerre civili ed i viceré se ne servirono in progresso per trasmettere i loro dispacci. Gl’indiani aveano un altro mezzo più pronto di dar avviso di un sollevamento o di una ribellione; e quest’ era mediante il fumo. Materie combustibili erano disposte ad eque distanze, ed individui che vegliavano notte e giorno erano sempre pronti ad appiccarvi il fuoco al primo segnale. L’inca era cosi informato in tre o quattro ore di una rivolta che scoppiasse a seicento leghe dalla sua capitale. Prima discoperta del Perà. Gli storici spagnuoli e peruviani (2) raccontane, sulla fede di antiche tradizioni, che innanzi all’ arrivo degli europei approdarono, condotti su grandi barche di giunco, al capo Sant’Elena, vicino alla città di' Puerto Viejo, alcuni uomini di una gigantesca statura, appo i quali gl’indigeni, di una taglia ordinaria, non giungevano che alle fi) Zarate, lib. I, cap. 14. (a) Pietro Cieza di Leone, cap. 5a, Gigantes de Santa Elena. - Acosta, lib. I, cap. 19. - Zarate. - Garcilasso Della Vega, Coment, reai., lib. IX, cap. 9. Ve los gigantes yue huvo en aquella regioni y la muerte dellos.