DELL' AMERICA crebbero le sue forze di circa trecento uomini. Con questi rinforzi Casca continuò il cammino, superò il fiume d’ Amanzay (i) a venti leghe da Cuzco, traversò l’Apurimac, ed andò a stabilire il suo campo nella valle di Sacsahuana o Xaquixaguana a quatrro leghe da questa città ove Pizar-ro, che «’era uscito contra il parere di Carvajal, I’attendeva. Ma l’ala dritta di quest’ultimo e varii squadroni di cavalleria essendo passati all’inimico fino dal principio dell’azione, ed essendo pure stato nel seguito abbandonato dal rimanente delle sue truppe, dopo una debole resistenza Pizarro si arrese al vincitore con alcuni offiziali che gli erano rimasti fedeli. Questo combattimento ebbe luogo il 9 aprile 1548, colla morte di dieci o dodici uomini dal lato di Pizarro, avendone Gasca perduto un solo. Pizarro tradotto dinanzi un consiglio di guerra e condannato come traditore e tiranno (traidor i famoso tirano) venne decapitato lo stesso giorno in età d’anni quarantadue. Il suo maestro di campo Francesco de Carvajal clic avea ottantaquatlro anni venne arruolato, ed otto o nove de’suoi officiali furono impiccati. Le case clic Pizarro avea a Cuzco e Lima vennero rase, seminato il sale sul luogo ove sorgevano affinchè non vi germogliasse l’erba ed innalzata una colonna sulla quale venne sculta questa inscrizione: Gonzalo Pizarro traditore e ribelle al suo sovrano, si sollevò contra la sua autorità al Perà ed osò dar battaglia nella valle di Sacsahuana all’ esercito che marciava sotto lo stendardo regale di sua maestà. La sua testa portata alla città di Los lìeyes venne collocata in una gabbia di ferro sulla quale si leggeva la suddetta inscrizione. Il capitano Guevara, Giovanni d’Acosta, Francesco Maldonado, il capitano Giovanni della Torre Vergara, e dodici altri capi furono ugualmente giustiziati. Vennero confiscati i beni ad altri diciassette e molti subirono il gastigo della frusta, delle galere e dell’esilio. 11 giudice Cepeda andò a finire i suoi giorni in una prigione in Ispagna. Il giorno dopo di questa vittoria il presidente entrò trionfante a Cuìco e vi fu dagli abitanti salutato coi no- (i) Gli spagnuoli lo chiamano Arancay.