aio CRONOLOGIA STORICA {»rattutto ad allevare i loro figli senza delicatezza e senza USSO (i). Pastorizia. I pastori erano incaricati della custodia delle gregge, e vi soddisfacevano con tanta attenzione che non mancava mai loro una sola pecora. Siccome non vi erano a temere ladri, cosi bastava garantirle dalle bestie feroci. A fine di poterle noverare più facilmente, le ripartivano giusta il loro colore. Era permesso di uccidere il bestiame che deviava dai pascoli del suo padrone, e se commetteva qualche guasto nelle terre coltivate, il proprietario poteva ritenere quel numero di pecore che reputava sufficiente ad indennizzarlo delle sue perdite, le quali erano valutate secondo la quantità delle spiche del mais distrutto. Guerra. Gl’ incas non intraprendevano mai alcuna guerra, se non per civilizzare qualche popolo o per difendere le loro frontiere ; e non entravano in campagna se non dopo di aver dichiarato la guerra due o tre volte ai loro nemici. AlTezionavansi gli abitanti delle pvovincie conquistate mediante la dolcezza ed i donativi; ristabilivano il curaca nella sua dignità, e lasciavano sussistere gli antichi costumi che non fossero contrarii nè al culto nè ai regolamenti dell’impero. Conservavano inviolabilmente tutte le altre leggi cd i privilegii de’loro vassalli, e non abbandonavano mai al saccheggio le provincie conquistate. Era solamente prescritto ai cacichi di presentarsi alla corte di Cuz-co una volta all’anno ovvero ogni due anni secondo la varia distanza delle provincie. Coll’ aiuto dei quipus facevano e-segnirc un’esatta statistica del paese ed assegnavano sempre provvisioni pel mantenimento dei poveri nei tempi di carestia, di peste o di guerra. Esercito. I capitani infimi guidavano cento soldati e gli altri due, tre, quattrocento e fino a mille. I maestri di campo ne avevano sotto ai loro ordini da quattro a cin- (i) Acosta; cap. i5 c 16.