CRONOLOGIA STORICA dal 1611 al 1782. Prima dell’ultima rivoluzione racchiu-deva varii conventi c monasteri e due collegi, di cui l’uno era chiamato San Christoval e 1’ altro apparteneva ai gesuiti; la sua popolazione ascendeva a circa vcntiseimda abitanti. Pizarro, allìdato il governo di questa nuova colonia al capitano Francesco de Cardenas, ritornò a Cuzco (1). Frattanto Zavallos, uno dei messaggeri che Pizarro avea inviati in Ispagna, giunse latore di dispacci contenenti la patente die lo creava marchese e 1’ autorizzava a scegliere per sè e suoi eredi un territorio qualunque (ma-iorazjo) abitato da sedicimila vassalli indiani. Tuttavia la gioia cagionatagli da questa felice novella fu intorbidata alcuni giorni appresso dall’arrivo di un giudice spedito dalla Spagna per raccogliere informazioni sulle turbolenze del Perù. Fondazione della città della Piata nel iS'òq. Il capitano Pietro Anzurcs ch’era ritornato da una spedizione infruttuosa nella provincia di Zama nel paese dei cherio-bonas c sulle sponde del Rio de los Omopalcas, fu incaricato da don Francesco Pizarro di fondare una colonia nella provincia di los Charcas. Slabili egli perciò nel distretto di Chuquisaea la Ciudad de la Piata 0 città d’Argento (.Ar-gentopolis 0 Argentina), che venne così chiamata a motivo delle ricche miniere dei dintorni (2). Questa città, situata in una piccola pianura circondata da monti, a due leghe dalla riviera di Cachimayo ed a sei da quella di Pilco-Mayo nell’udienza di Charcas o di Chuquisaea a 1 c>°311 di Latitudine sud, a ducennovanta leghe da Cuzco, così era chiamata a causa della ricca miniera di Porco che si trova nelle vicinanze, ed ha pure portato il nome di Chuquisaea e di Charcas. Venne eretta a sede vescovile nel i5ji da Giulio HI ed in arcivescovato nel 1608. Alcedo dà l’elenco di trentatre prelati che l’hanno occupala dal 1553 al 1785. Quest’arcivescovato ha per suffraganee le diocesi di Santa Cruz della Sierra, della Paz di Tucuman e della (1) Errerà, dee. VI, lib. VI, cap. 9. (ìi) Errerà, dee. VI, lib. VI, cap. 9.