CRONOLOGIA STORICA to, dice questo pontefice, dagli arcidiaconi e dai decan rurali rispetto ai nuovi curati. Non avendo Alessandro data risposta alla citazion d’Innocenzio, questo papa nel concìlio di Pisa tenutosi l’anno ii34 lo condannò in contumacia e lo depose dalla sua dignità. Verso la stessa epoca, se stiamo ad Alberico, avendo Rinaldo conte di Bar corrotta con denaro la guarnigion del castello di Buglione, si rese signore di quella piazza, dopo essersi fatto introdurre con corde sopra le mura. Rinaldo, che, come già fu veduto nel di lui articolo, discendeva dagli antichi conti ossia duchi di Buglione, ritenne siccome nulla la vendita già seguita di questa terra alla chiesa di Liegi. Alessandro, intesa tutto ad un tratto e la sua condanna e la presa di Buglione, cadde in un dolore così profondo, che non potendo più sopportare la luce, andò a rinchiudersi nel monastero di Saint-Gilles-au-Mont, ove cessò di vivere nel 6 luglio del 1135, e fu sepolto senza alcuna solennità. 11 suo vescovado fu notevole per la fondazione di assai monasteri nella diocesi di Liegi, quali sono l’abazia di Pare presso Lovanio, quella d’Everbode nella contea di Loss, e quelle d’Ileilesen e di Tongres, tutte dell’ordine di Prémontrés, quella d’Ulierbeck dell’ordine di San-Benedetto nella contea di Lovanio e quella di Geronsart nella contea di Namur. ALBERONE II. 1136. ALBERONE della casa dei conti di Namur, già primicerio della chiesa di lMetz, succedette nel 1136 al vescovo Alessandro dopo nove 0 dieci mesi di vacanza, e trovò la sua chiesa in deplorabile stato tanto riguardo allo spirituale che al temporale. Quest’ultimo punto per altro attrasse più del primo la sua attenzione. Nel n4o egli entrò in una guerra assai viva col conte di Namur Enrico II, il più intraprendente ed inquieto de’suoi vicini; guerra che nello stesso anno o sul cominciare dell’altro ebbe termine mercè un trattato di pace, col quale convertì in alleato il prò* prio nemico. Dopo ciò egli volse ogni suo pensiero al castello di Buglione, la cui ricupera avealo occupato fino dal punto in cui rivestiva la vescovil dignità. Già tre viaggi aveva intrapresi alla corte dell’imperatore ed altrettanti a