CRONOLOGIA. STORICA Uberto; ma esso è tanto differente da quello di una vendita o di un pegno del ducato di Buglione, che non vi ha luogo a ritenere abbiano potuto 1’ un coll’altro confondersi. Comunque sieno le cose, la chiesa di Liegi dopo la partenza di Goffredo entrò in possesso di cfuesto ricco dominio, e per più secoli vi si mantenne. Goffredo vendeva ancora nello stesso tempo le sue terre di Stenai e di Mouzai, non che la contea di Verdun al vescovo di questa città, se pure vogliamo credere ad Alberico. Tuttavia noi veggiamo in un diploma dell’imperatore Enrico IV in data del giugno 1086 che fin d’allora la chiesa di Verdun trovavasi in possesso di Mouzai. Provveduto delle somme necessarie al suo viaggio, Goffredo partì il 15 agosto dello stesso anno 1096 capitano di un’ armata di diecimila cavalieri e di settantamila fanti, tutta gente agguerrita, e scelta la più parte fra la nobiltà di Francia, di Lorena e d’Alemagna. I differenti corpi di questi crociati essendosi riuniti in Bitinia, elessero Goffredo a lor generale; e fu appunto con questo carattere .eh’egli comandò all’assedio di Gerusalemme. Anno 1100 (leggasi 1099) dice la cronaca di San-Pantaleone, Jerosolyma a Christianis capitur, Gode/rido duce exercitum regente. Dopo tale conquista, Goffredo il 23 luglio del 1099 veniva eletto re di Gerusalemme: ma egli non godette di questa dignità, di cui per modestia non prese nemmeno il titolo e gli ornamenti, che fino al giorno 18 luglio dell’anno susseguente, che fu appunto l’epoca della sua morte. Egli era vissuto celibe (V. i re di Gerusalemme). ENRICO I. noi. ENRICO conte di Limburgo, nipote del duca Federico per parte di Jutte sua madre, fu eletto dall’imperatore Enrico IV, in una dieta tenutasi a Alagonaa nelle feste di Natale, a succedere nel ducato della bassa Lorena e nel marchesato di Anversa a Goffredo di Buglione. Egli abbracciò il partito del proprio benefattore contro Enrico di lui figlio re di Germania, che gli si era ribellato; nè lo abbandonò che alla sua morte avvenuta il 7 agosto del 1106. Fu egli che nel giovedì santo dell’ anno stesso cacciò in fuga al ponte di Visct le genti che il giovane Enrico avea spe*