DEI MARCHESI DI NAMUR lasciò trascinare per consiglio della stessa sua madre nel partito dell1 Inghilterra contro la l'rancia, ed intervenne all’assedio di Cambrai, che il re Eduardo III fu costretto ad abbandonare. Nel i34a ritirò dalle mani del conte di Luxemburgo a prezzo d’oro la terra di Poilvache, non che alcune altre che in vigore del trattato di Dinant si erano smembrate dal marchesato di Namur. Accompagnò l’anno i345 Guglielmo li conte d’ Hainaut nella infelice guerra contro i Frisoni, combattendo al di lui fianco alla battaglia di Staveren, ove Guglielmo il 26 ovvero 27 settembre dell’anno stesso restò morto sul campo. Discioltosi dall’Inghilterra nel i346 dopo la morte di Roberto d’Artois suo zio, egli si uni in Picardía all’esercito del re Filippo di Valois, ed alla famosa giornata di Greci si trovò implicato nella rotta de’Francesi. Volendo questo monarca compensare nel seguente anno i servigi resigli da Guglielmo e legarselo ancor più strettamente, gli assegnò sul reale tesoro per lui e suoi successori, mercè lettere stese in dicembre, una perpetua pensione di mille lire, a patto per altro eli’egli si riconoscesse suo uomo ligio, ed in questa qualità gli prestasse omaggio (llec. de Fontanieu,sol. 76). Guglielmo nel 1356 mosse in aiuto di Luigi di Male conte di Fiandra nella guerra cui l’avvocazia di Malines avea dato origine tra Questo conte e Wenceslao duca di Brabante. Egli pure contribuì alla vittoria che Luigi riportò sopra il duca a Scheud presso Bruxelles nel 17 agosto dell’anno medesimo, ed alla conquista di quasi tutto il Brabante che ne fu conseguenza. Ma avendo Wenceslao ricuperato nella stessa campagna tutto ciò che gli avevano tolto, entrava anch’egli alla sua volta sulle terre di Namur, e posto il fuoco a molti villaggi, spandeva il terrore per fino nella capitale. Ma intanto nel seguente anno si con-chiudeva la pace. Guglielmo scorgendo nel i38o il conte di Fiandra vicino a soccombere a fronte dei ribelli suoi sudditi, si recò egli stesso in Francia per affrettarne un aiuto, ed indusse il re Carlo VI a domare egli medesimo ¡ sediziosi incoraggiti dall’appoggio del re d’Inghilterra. Guglielmo e suo figlio maggiore in questa guerra si distinsero grandemente. Nel 1384 dopo la morte di Luigi di Male, scorgendosi Guglielmo divenuto capo della fami-