294 CRONOLOGIA STORICA dal suo infortunio, rannodava in tutta fretta un esercito per vendicarlo. Ma prima di porsi in cammino volle consultare col suo consiglio intorno a ciò eh’ egli dovesse farsi degli ostaggi già consegnatigli da quelli di Liegi in forza dell’ultimo trattato ili pace. Fu opinione del signor di Contai che si lasciasser morire; ma quello d’Imbercourt si oppose a sì crudele parere, ed al contrario consigliò al duca di rimandarli a Liegi. Carlo prendeva l’ultimo partito; se non che gli abitatori di questa contrada erano troppo agitati dallo spirito di ribellione per sentire la generosità di un si-mil procedere. Il duca cominciò dal condurre la propria armata innanzi ad unà città del Liegese appellata Sainton da Filippo di Comines, e ch’era quella di Saint-Tron, giusta il p. Foulon. Nel 23 di ottobre quelli di Liegi in numero di trentamila volavano a soccorrer la piazza, ed il 28 si commetteva la battaglia di Brustheim fra essi ed i Borgognoni, che li ponevano in rotta uccidendo loro, secondo la voce comune, circa riovemila uomini: numero, dice Co-mines, che sembra eccedente a tutti coloro che non amano dir menzogna. Ma dappoiché, aggiunge egli, io sono nato, vidi in assai luoghi che per un uomo spacciatasi ne fossero rimasti uccisi cento, e ciò affine di solleticare l’orecchio altrui : ed intanto con tali menzogne i dotti si traggono bene spesso in errore. La città di Saint-Tron dopo tale sconfitta si rese, e consegnò dieci uomini al duca, il quale fè loro recidere il capo. Vedendo Tongres che il duca ap-pressavasi alle sue mura, prevenne la propria rovina consegnandogli un numero eguale di vittime. Carlo dirigeva poscia i suoi passi alla volta di Liegi, mentre il signor di Imbercourt precedendolo con duecento uomini andava a stanziare nell’abazia di San-Lorenzo situata in un sobborgo della città. Conosciuto e stimato dai cittadini egli nel i3 di novembre li fè determinare ad arrendersi, non ostante le opposizioni del signor d’Herse principal autore della rivoluzione. Due giorni appresso il duca accompagnato dal vescovo e seguito da quattromila uomini entrava in Liegi non già per la porta, ma sì per una breccia dell’estensione di venti braccia da esso ordinata; e nel 25 dello stesso mese, raccolto il popolo, faceva leggere da un araldo le condizioni sotto cui voleva concedere il perdono ai citta-