DEI SIGNORI DI FAUQUEMO.NT 453 n nobilcs vicini, rjuotidie magnos et diros facicbant assaltus » jacendo, sagittaiulo et ad muros assalicndo, et quia non » crai munitimi, ncc aquam haberet sulììcicntem, cito illi >» deintus reddidisscnt castrum episcopo, nisi quidam, ut » dicitur, fuisscnt qui omnia consilia episcopi eis revcla-» bant, et ut fortiter se defenderent clam exhortantcs quia »• obsidio solveretur . . . Cum adhuc obsidio esset ante su-» pradictum castrum Pilansvaccam, Joanncs Lcod. episco-» pus, pridie calcndas maii, in castro Dionanto moritur. » iVIors ejus propter obsidionem omnibus, nisi quibusdam » fidclibus, celatur . . . Crastino vero die mortis episcopi, » illi qui crant ad crencllos defensionis, ludentes et gau-» dentes, dicebant foris astantibus: Reccdatis, recedatis; » Dominus vester mortuus est. Sic manifestata est proditio, » de qua superius mentio incidit. Deinde Galerannus, sicut » crat vir bcllicosus et in bellis nimium exercitatus, quot-» quot liabcre potuit in unum colligens exercitum, Mosam » transivit; quod audicns exercitus episcopi, sinc dilatione » cacpit fugere (alius codex, sinc dilatione quot capita tot » fugac), infra Dionantum se recepit; tamen postea comiti » Flandriae sub nomine Regis fuit redditum » . Quest’ ultime parole sono una specie di enigma; jion vorrebbero forse significare, che acf onta di sì felice successo Wale-rano fosse obbligato per comandamento dell’ imperatore, ovvero del re Corrado di lui figlio, a restituire il castello di Poilvache al conte di Fiandra? Resterà sempre vero per altro che, almeno dopo l’anno 1260 (Bertliolet, tosa. V, pag. 142) il conte di Luxemburgo, non si sa con qual titolo, possedette questa fortezza, comunque apparisca tuttavia che il vescovo di Liegi in pari tempo abbia in essa goduto qualche demaniale diritto. Siccome Alberico, in un passo che noi riporteremo, chiama anche Walerano il figlio primogenito di quest’ultimo, JValcranum de Poilvachc, è da presumere che soltanto dopo la morte di Walerano il Lungo il conte di Luxemburgo abbia posseduto il detto castello. Ma torniamo alle gesta di Walerano: questo signore non era di tal indole da rimanersene in quiete dopo la spedizione di cui abbiamo or ora fatto cenno; e Io scisma che avea cagionato nella chiesa di Liegi la elezione d’un successore a Giovanni, gli prestò il destro di soddi-