238 CRONOLOGIA STORICA giungeva a ristabilire la tranquillità e la pace nella città e nel contado di Liegi. Questo prelato godette una stima molto distinta fra i vescovi e fra i vari ordini dell’impero, e colla saggezza de’suoi consigli s’accattò eziandio la riverenza di potenti stranieri. Eccone una prova. Mentre l’imperatore Enrico nel io46 trovavasi a Roma per la sua incoronazione, vi furono alcuni fra i cortigiani che persuasero ad Enrico I re di Francia di trar partito da questa assenza per intraprendere una invasione nella Lorena, cui gli rappresentavano quale appanaggio della propria corona. Vazo-ne, avvertito del disegno di questo monarca, gli scrisse per distoglierlo una lettera molto animata, ed egli dopo averla letta in privato radunò i vescovi che si trovavano alla sua corte affinchè ne intendessero il contenuto . Dopo di che prendendo la parola disse loro : Ecco qual e il vero vescovo; (/uegli che fa ad un principe straniero quelle salutevoli rimostranze, eh’ egli avrebbe dovuto, ma non potè ricevere dai prelati che a lui sono soggetti (Gesta Leod. Episc., c. 26). Vazone chiuse nell’8 luglio del 1048 una vita ricolma di belle opere con una morte edificante, e fu sepolto nella sua cattedrale con questo epitafio che in un semplice tratto di pennello presenta il più compiuto elogio: Ante ruet mundus, quarn surgat Vazo secundus. Degli scritti di Vazone ci rimangono quattro lettere: la prima indirizzata a Giovanni prevosto della sua cattedrale affine'di rimproc-ciargli il dispotismo che esercitava sopra i suoi confratelli; la seconda scritta nel 1046 al re di Francia Enrico I, di cui abbiamo ora parlato; la terza spedita a Roggero II vescovo di Chalons-sur-Marne per provargli non essere punto permesso ai ministri della chiesa consegnare i nuovi Manichei al poter secolare perchè vengano posti a morte; la quarta diretta all’imperatore Enrico III, che ha per iscopo di dissuaderlo dall’interporre la sua autorità nella elezione del successore di papa Clemente II (Ilist. litt. de la Fr.} t. VII) pag. 39i-393).