CRONOLOGIA STORICA La prerogativa che l’imperatore congiunse al nuovo marchese fu questa, che nelle ccremonie, ov’egli compariva rivestito di tutti i suoi ornamenti, Guglielmo ej i successori ili lui avessero a portare innanzi ad esso lo scettro imperiale. Però questo dirilto gli venne subitamente contrastato dal marchese di Brandeburgo; sicché fu mestieri di procedere ad una transazione, mercè la quale nel 1349 fu convenuto, che Io scettro sarebbe portato dal marchese di Brandeburgo all’ incoronazione del re de’ Romani, e dal marchese di Juliers nelle cerimonie d’investitura de’feudi. L’imperatore inoltre assegnò a quest’ultimo quattro grandi ufficiali ereditari, tolti da quattro principali famiglie della provincia di Juliers, cioè a dire un siniscalco, un maresciallo, un coppiere ed un cameriere; al che aggiunse il diritto di coniar monete, e finalmente il dono della selva di Richwal, la quale si estendeva dall’abazia di Saint-Cor-neille presso Aix-la-Chapelle fino al castello di Montjoye. Il diploma, ove si fa cenno di queste concessioni, venne eretto nella dieta tenutasi a Spira l’anno 1336 a fine di conchiuder la pace in vano sin allora tentata fra l’imperatore ed il pontefice Benedetto XII successore di Giovanni XXII, che avea scomunicato questo principe, dichiarandolo decaduto dall’ impero. Ulrico vescovo di Coire e Ger-lac conte di Nassau furono allora dalla dieta inviati alla corte d’Avignone per trattare col pontefice, cui trovarono favorevole alla proposta. Ma la corte di Francia di soppiatto attraversava sì fatte negoziazioni: per togliere dunque un tale ostacolo, l’imperatore spedì il marchese di Juliers al re Filippo di Valois, col quale egli stipulò a nome dell’imperatore e dell’impero un trattato di alleanza che fu sottoscritto al Louvre nel i'ò dicembre 1336, e ratificato poi da Luigi a Norimberga il i.° febbraio seguente. Il monarca francese sperava con "questo trattato d’impedire all’imperatore di collegarsi con Eduartlo III re d’Inghilterra, clic minacciava un’ invasione nella Francia; e d’altra parte Luigi contava di non aver più ad incontrare verun ostacolo nella sua riconciliazione col papa. Fermo in questa speranza, egli iacea quindi partire il conte palatino col marchese di Juliers verso la corte d’Avignone. Trovarono essi Benedetto meglio disposto di quanto avesser potuto desiderare ; ma i