566 CRONOLOGIA STORICA 7 gennaio del 1297, non acconsentì di renderlo agli Olandesi prima dell’anno seguente. Siccome poi egli non contava allora che quindici anni, gli stati della provincia gli avevano alla foggia di Bretagna assegnato in tutore suo zio Giovanni d’Aveues conte d’ Hainaut. Questo principe, affezionato com’era alla Francia, fu pei maneggi di Eduardo costretto ad abbandonar la reggenza ad un signore nomato Wolfredo di Borselcn, il quale si accattò la confidenza del giovane principe, e da principio ne parve anche degno, mentre gli iacea riportare una grande vittoria sui West-Frisoni (Melis Stoke, pag. 147)• Però ben tosto abusava della slima acquistatasi; talché la nobiltà ed il popolo, irritati dalle sue vessazioni, lo costrinsero a fuggirsene nella Zelanda, ove seco condusse anche il conte. Ivi preso, venne condotto a Delft, ove in un commovimento popolare restò massacrato nel ì.° agosto del 1299 (tossii, Armai. HoU land., lib. 5, pag. 200). Allora Giovanni d’ Avenes, richiamato dall’Hainaut, fu ristabilito nella sua reggenza; ma egli fece uso della precaria autorità che gli si affidava, col-P alterigia d’un irrevocabile proprietario. Cominciò dall’in-frangere il gran-sigillo del conte per sostituirvi il proprio, con cui segnava ogni carta, non permettendo al pupillo che di apporvi il suo piccolo-suggello. In fronte poi di questi atti leggevasi: Noi Giovanni conte d’ Olanda e di Zelanda , signore di Frisia, facciamo sapere che rncrc'c /’ autorità ed approvazione dell’ altissimo Giovanni d’Avenes nostro caro cugino, coll’assenso del quale tutto operiamo , etc. ( Dujardin, tom. III, pag. 246 )• Giovanni, dopo aver fatto registrare il suo diploma di reggenza in ogni città, partì alla volta della Francia, lasciando ad Harlem il giovane conte alletto da una febbre, la quale essendosi volta in dissenteria, Io rapì a’vivi nel 10 novembre del 1299, in età di diciannov’anni. Non si mancò di sparger voce che Giovanni d’Avenes prima della sua partenza avcsselo fatto avvelenare; ma non s’ebbe mai prove di tale misfatto, il quale perciò appunto non merita veruna credenza (Cerisier, tom. I, pag. 36i). Il conte Giovanni non lasciava verun figliuolo dalla sua sposa Elisabetta figlia di Eduardo I re d’Inghilterra; sicché in lui venne ad estinguersi la linea retta di Thierri I. La contessa Elisabetta, ripassata essendo