DEI CONTI D’OLANDA /,a7 difesa od il comodo di quella provincia; uopo è seguitarlo nelle interessanti particolarità ch’egli va presentando della guerra dei Datavi co’Romani. Ivi si scorge con diletto come il valore e l’ainor della gloria e della libertà fossero virtù famigliar! negli Olandesi, e quasi ereditate per diritto di successione, e come da esse non mai degenerassero: tale era appunto l’idea vantaggiosa che lo stesso Cesare aveva concepita de’ primi Batavi. Egli aveva già debellati i Germani soggiornanti alla foce del Reno; ma parecchi popoli barbari, che non conoscevano altra legge tranne quella della forza, nè altro scopo da quello in fuori di saccheggiare, rendevano incerto il frutto delle sue vittorie, cd attraversavano la brama eli’ egli nutriva di portare fin nell’ alta Germania il potere e la gloria delle sue armi. Or eccolo costruire un ponte sul Reno non appena egli ne avea concepito il disegno, la più grande e più difficile opera che mai si sia immaginata (1): così nello spazio di dicci giorni il generale romano aprivasi una sicura comunicazione nell’alta Germania. Tutti i vicini popoli allora si sbigottirono, nè seppero trovare altro spediente alla sventura ond’ erano minacciati, che quello di abbandonare la terra natale e di collegarsi colla nazione romana. La Germania superiore veniva allor depredata; ma Cesare accoglieva con clemenza i messaggi delle vicine città, esigendo tuttavia da loro alcuni ostaggi c soccorsi in prezzo della pace e come guarentigia della lor fedeltà. Fu allora clic i Batavi entrarono anch’essi in alleanza co’Romani. Che che ne dica Floro (Ilist. Rom., c. 4) con quel suo stile più ampolloso che storico, non consta da verun dato che Cesare abbia mai varcate le loro frontiere; sembra anzi che fin da quel punto questi popoli bellicosi si unissero alla fortuna romana, e la seguitassero poi nelle tre parti del cognito mondo. 11 loro valore, ed i servigi clic prestarono, de’quali si trova una minuta narrazione nella storia delle Provincie-Unite di Basnage, meritarono clic Augusto li collocasse nel novero delle coorti romane, comunque i loro capi prendessero ancora il titolo di re. Intanto i Romani nulla omettevano per assicurarsi del (i) Wan-Loon ci diede la descrizione di ijucslo [>onte (IJisl■ de UoU ¡¡inde, tora. I, pg. 35 ).