a66 CRONOLOGIA STORICA mali che scco trae la discordia. Enrico venne a capo finalmente mercè i prosperi suoi successi di stancare ed abbattere i propri nemici. Nel 1248 egli intervenne all’assemblea nella quale a Guglielmo fu conferita l’imperiale corona. Già si è detto parlando di Enrico III duca di Brabante quali contrasti avesse codesto principe nel 1255 col vescovo di Liegi riguardo alla difesa dei cittadini di Saint-Tron angariati da questo prelato. Nel ia58 Enrico pressato dal suo capitolo si determinò finalmente a ricevere l’ordine sacerdotale e poscia la consecrazione di vescovo. Egli non visse per questo con minore licenza: nel 1262 od in quel torno violentava Berta figlia di Corrado detto Coen il Frisone della nobile famiglia di Prato nella contrada di Liegi. Ora Tebaldo dei visconti di Piacenza, uno fra’ suoi arcidiaconi, avendo osato di riinproc-ciargli l’atrocità del misfatto, ebbe a pagar cara questa sua franchezza; perocché il vescovo lo fece maltrattar crudelmente, per modo ch’ei pensò meglio di abbandonar Liegi e di passare in Terra Santa. Già da nov’anni esso colà dimorava, quando nel \vji gli venne annunziato che il sacro collegio lo aveva eletto pontefice. Recatosi pertanto a Roma, ed assunto alla sua intronizzazione il nome di Gregorio X, fra le prime sue cure fu quella di scrivere al vescovo di Liegi una lettera fulminante per rammemorargli tutti i suoi scandalosi diportamenti, e stimolarlo a farne penitenza. Enrico però non teneva in conto veruno codesta lettera, e proseguiva a vivere siccome prima. Gregorio allora, scorgendolo incorreggibile, nel 1274 lo citava nel concilio generale di Lione, alla quale assemblea tutte le città della sua diocesi inviarono querele contro di lui. Nulla potendo allegare a propria scusa, egli prese allora il partito di deporre il suo pastorale fra le mani del papa, lusingandosi che tocco da quest’ atto di sommis-sione glielo avrebbe restituito. Egli però ingannavasi: Gregorio nominò un altro vescovo in vece sua. Enrico abbandonato a se stesso, cd in preda alle sue riflessioni, non di altro si occupò al suo ritorno che ad aggravare del peso di sua vendetta il successore, il quale ne fu, come vedremo, finalmente la vittima. Il seguito della sua vita lo riserbiamo al seguente articolo.