DEI VESCOVI E PRINCIPI DI LIEGI a63 tal congiuntura per ritenere quelli di Liegi sotto 1’ obbedienza del suo signore. Il legato ed il vescovo al giungere del comune loro nemico prendevano la fuga in mezzo ai fischi del popolo. Intanto l’imperatore avvertito che Ottone erasi accolto in Liegi, avea già stanziato di proscrivere questa città e consegnarla al ferro ed al fuoco. E già uno dei suoi deputati trovavasi in viaggio per annunciare a que’cittadini l’infausta novella, quando il duca di Limburgo essendosi in esso abbattuto, gli narrò quanto era poco innanzi successo, e gli fè cangiare l’oggetto della sua missione. Entrato in Liegi, si pose ad encomiare la fedeltà de’ cittadini, e a nome dell’imperatore proibì al vescovo d’ immischiarsi nel governo temporale della repubblica; e dopo ciò tornossene al suo signore ricolmo dei doni presentatigli da quelli di Liegi. Irritato da questa proibizione e dall’ accoglimento eh’ erasi fatto al messaggio, il vescovo se ne vendicò mercè un interdetto che scagliava contro l’intera città. Ma essendosi l’imperatore non guari dopo riconciliato col papa, l’interdetto si revocò, ed il prelato nuovamente si restituì alla sua città vescovile. Nel 1236 egli accolse l’omaggio di Ottone duca di Gueldria. Sul finire poi dello stesso anno si vide sorgere fra il vescovo Giovanni e Walerano di Limburgo una contesa, che fu causa di tristissimi effetti. Walerano entrando ostilmente sul territorio di Franchimont, insignorivasi a un tratto, il 22 settembre, della città di Teux, e riducevala in cenere. Il vescovo allora pigliava l’armi a propria difesa; ma l’altro debole troppo per ¡stargli a fronte da se medesimo, traeva al proprio partito il duca di Limburgo suo fratello ed i conti di Jul-liers e di Gueldria. Quelli di Liegi portarono nel 1237 la guerra nel Luxemburghese; e dato in preda alle fiamme un gran numero di villaggi colle città di Bastogne e di Durbui, cacciarono in rotta presso Montjoye i collegati. Nell’anno poi 1238 il vescovo Giovanni si recò all’assedio del castello di Poilvache presso Dinant; ma colto in questa spedizione da una malattia, e fattosi trasferire a Dinant, ivi fu dalla morte rapito nel i.° maggio dell’anno medesimo, ed il suo corpo venne sepolto nell’abazia di Vale-San-Lam-berto prèsso di Liegi.