2C>6 CRONOLOGIA STORICA ADOLFO. 1382. ADOLFO conte di Berg, sesto di questo nome, aspirò dopo la morte di Ermengarda alla successione del ducato di Limhurgo, quale più prossimo erede; ma il conte di Gueldria marito di questa principessa ricusò di spogliarsene, ponendosi in istato di difesa per conservarne l’usufrutto. Allora Adolfo non trovandosi forte abbastanza per cacciarlo della sua sede, vendette ogni suo diritto a Giovanni duca di Brabante, il quale dopo aver inutilmente offerte al suo rivale le vie di diritto, si volse per sostenere il suo acquisto a quella dell’ armi. Il conte di Gueldria, avendo inteso com’egli s’era posto in campo, correva in fretta ad incontrarlo; ciocché avvenne nel 17 luglio del 1284 presso Galope sopra la Gueule. Trovandosi i due eserciti accampati l’uno a fronte dell’altro, stavano già disponendosi ad una zuffa, quando alcuni frati minori prevenendola mercè le loro rimostranze, indussero i due capi a rapportarsi al giudizio arbitrale dei conti d’Hainaut e di Fiandra. La decisione fu questa, che il conteso ducato resterebbe nel conte di Gueldria durante la sua vita; dopo di che passerebbe nel duca di Brabante. Però una clausola eh’essi vi aggiunsero, cioè a dire che il conte di Fiandra terrebbe in sua guardia il castello di Limburgo fino alla morte del conte di Gueldria, dispiacque quasi egualmente ad ambe le parti, che si rifiutarono tutte e due di acconsentirvi. 11 fuoco della guerra pertanto sì riaccese e continuò ancora per lo spazio di quattro anni. 11 conte di Gueldria fu il primo a rimettere della primiera lena; e per consiglio dell’arcivescovo di Cologna, uno de’suoi collegati, prese alla perfine il partito di trasferire i suoi diritti ad Enrico IV conte di Luxemburgo. L’ atto di codesta cessione fu eretto in un’ assemblea di signori tenutasi nel castello di Fauque-mont il 16 maggio giorno della Pentecoste del 1288, non già 1287 come vuol Bertholet. Avvertito il duca di Brabante di quanto allora accadeva, volò tostamente verso il castello coll’ intendimento di sorprendere i suoi nemici ; ma eglino eransi di già ritirati allorché vi giunse. Il conte di Fiandra, eh’ era rimasto nella piazza, maneggiò allora un accordo fra