546 CRONOLOGIA STORICA TUIE R RI VI. 1122. TIIIERRI, figlio maggiore del conte Fiorenzo II, succedette al padre in assai fresca età, sotto la tutela di Petronilla sua genitrice, la quale, altera, come dice l’annalista sassone, per la protezione di Ludgero (cioè di Lotario conte di Supplemburgo e poscia imperatore) suo fratello uterino, osò di affrontare l’imperatore Enrico V, rifiutandosi di prestargli omaggio. Ma recatosi Enrico nel 1124 con un esercito in Olanda, la ridusse, non però senza fatica, al partito della sommissione ; e nella state dello stesso anno rifece i suoi passi. Salito poi Lotario nel 1125 sul trono imperiale, impartì i suoi primi favori al conte Thierri suo nipote, trasferendo in esso le contee di Ostergo e di Westergo, delle quali il vescovo d’Utrecht si trovava in possesso. Tra i due fratelli Thierri e Fiorenzo regnava una segreta antipatia, cui però la madre finché visse aveva loro impedito di manifestare ; ma lei estinta, essendosi i West-Frisoni ammutinati, Fiorenzo seguì attentamente i progressi della sollevazione onde vedere se mai fosscvi stato luogo di trarne partito in danno del fratello. A Thierri in sulle prime le cose procedevano in bene contro i ribelli ; ma Fiorenzo, vedendoli ridotti alla disperazione, attesi gli orribili guasti che le genti vittoriose commettevano in Alk-maer capitale della West-Frisia, cominciò a spiegarsi in loro favore, e venne signor loro riconosciuto. Però l’imperatore Lotario, che scorgeva con rammarico la guerra accesasi tra i due fratelli, adoperossi a rappacificarli, ed alla fine vi riuscì, facendo che acconsentissero entrambi a ritenersi quello che ciascun possedeva. Ma l’amore e l’ambizione avevano accecato Fiorenzo ; sicché formata una piazza d’armi della città d’Utrecht, i cui abitatori gli si erano sottomessi, di là Venne stendendo le sue incursioni sulle terre di Ermanno d’Arensbcrg e di Goffredo di Cuyck, i quali signori gli erano divenuti nemici, perchè si opponevano al maritaggio da lui progettato colla figlia ed erede del signore di Richem, della quale il primo era tutore. Trovandosi però impotenti a resistergli, essi pensarono di as-