DEI CONTI DI GUELDRIA 363 dubbioso-, a.0 nel 1180 ovvero 1181 Ida figlia ed erede di Matteo conte di Boulogne, e già vedova d’un primo marito. Ignorasi se a Gerardo nascesse alcun figlio dall’ una o dall’altra di queste due mogli; ma egrto è che non lasciava veruna posterità. Ida, la seconda sua sposa, dopo la di lui morte s'impadronì a viva forza del proprio vedovile assegnamento, e ritornata nella provincia di Boulogne, passò due anni dopo ad un terzo nodo con Bertoldo duca di Ze-ringen, e finalmente ad un quarto con Rinaldo conte di Dammartin (V. Ida contessa di Boulogne). OTTONE II ovvero III. 1183. OTTONE, fratello di Gerardo e di lui successore nella contea di Gueldria, fu principe molto avido di estendere i propri domini. Ora essendo spirata la tregua con-cliiusa fra Baldovino vescovo d’Utrecht ed il conte Gerardo predecessore di esso Ottone, ricominciarono nel 1187 le ostilità in causa della Veluwe. Baldovino, collegatosi coi conti d’ Olanda e di Cleves, entrava allora nella Gueldria e davale il guasto; ed Ottone dal lato suo, stretta alleanza coll’arcivescovo di Cologna, col vescovo di Munster, col duca di Brabante e col conte di Berg, recavasi ad assediare Dcventer, ove si trovavano le principali forze del vescovo d’Utrecht. Allora l’imperatore Federico per la seconda fiata costituivasi arbitro fra le parti, e con un suo giudizio provvisorio attribuiva la Veluwe al conte di Gueldria, coll’ob-bligo per altro di prestarne omaggio al prelato; ciocché dall’imperatore Enrico VI, figlio e successore di Federico, venne poi confermato nel 1 igi con una sentenza definitiva (Mirati, Donat., lib. 2, cap. 84). Ottone partito essendo coll’imperatore nel n8g per la crociata, fu testimonio della morte di questo principe avvenuta fra via. Trovandosi poi all’assedio d’Acri, egli formò una cospirazione insieme col vescovo di Beauvais, con Roberto conte di Dreux fratello di questo prelato, con Guido di Dampierre , e col langravio d’Hassia per tradire i crociati all’esca di trentaduemila bi-santi e cento marchi d’oro ad essi donati da Saladino; il che tutto venne manifestato in punto di morte da certo Anserico di Montreal, che formava parte della congiura,