DEI DUCIII DI DERG E DI JULIERS 4'9 noldo d’Egmond, nella quale venne grandemente soccorso da Thicrri arcivescovo di Cologna. Tultavia nel <429 Ee-derico conte di Meurs induceva le parti a rimettere in un compromesso le lor controversie, c lu convenuta una tregua di quattro anni: ecco tutto l’effetto delle conferenze in proposito tenutesi a Meurs. Nel 1433 si rinovellavano le ostilità; finalmente nel 1437 le cose pendevano ad un accomodamento, quando la morte a’ 14 di luglio rapiva Adolfo in Colugna, ove fu sotterrato nell’abazia di San-Martino-il-Grande. Il suo epitafio scorgesi nelle cinese di San-Martino di Cologna e di Wieux-Mont. Roberto, unico di lui figlio, che gli era nato da Yolanda prole di Koberto duca di Bar, avealo nel 14-^4 preceduto alla tomba senza lasciar verun figlio da Maria d’IIarcourt sua moglie, vedova già di Rinaldo IV duca di Gueldria, ch’egli avea sposata nel \f\26 (Vcd. Adolfo duca di Berg). Riferisce un atto del (463, pubblicatosi da Krcmer ( Acad. Bcit. , tom. I, pag. 122) come Adolfo avesse sposata Elisabetta di Baviera, che a que’ giorni ancora viveva : questa per conseguenza fu sua seconda moglie. Il duca Adolfo morì aggravato di debiti. GEIlARDO VII di JULIERS, I di BERG. 14^7. GEBABDO, conte di Ravcnsbcrg, nipote d’Adolfo per parte di Guglielmo suo padre, divenne in età di vent’anni successore del proprio zio ne’ ducati di Berg e di Juliers; ma per consiglio de’suoi amici rimase ancora per quattr’anni nella sua contea di Ravensberg, infino a tanto che furono pagati i debiti, de’quali i suoi ducati erano carichi. Allora Arnoldo duca di Gueldria pose in campo contro quello di Juliers certe sue pretensioni, nè avendo potuto fra loro accomodarsi vennero ad un’aperta guerra. Però, avendolo Gerardo battuto nel 3 novembre del 1444? lo costrinse a tornarsene indietro ed a lasciargli in pace la provincia di Juliers. Siccome poi nel giorno della sua vittoria correva la festa di sant’Uberto, egli istituì in onore di questo santo un ordine di cavalleria, che ancora sussiste, e di cui sono gran mastri i prìncipi palatini; ordine in cui si videro entrare alla prima promozione l’elcttor di Sassonia e quello di Brandeburgo, diciassette conti ed in-