DEI MARCHESI DI NAMUR i65 tanto chiesta in isposa Isabella figlia del conte di Luxem-burgo con in dote il marchesato, su cui cadeva la lite, egli la ottenne, e così iti marzo del 1265 (N. S.) fu conchiusa la pace. Guido nel 1270 accompagnò san Luigi con una scelta schiera della sua nobiltà nella spedizione africana, nel 1280 ereditò da sua madre la contea di Fiandra, e nel 1297 si spogliò del marchesato di Namur in favore del figlio, di cui ora faremo parola (V. Guido di Dampierre conte di Fiandra). GIOVANNI I. 1297. GIOVANNI,* il maggiore tra i figli di Guido di Dampierre e d’Isabella di Luxemburgo, succedette ai medesimi l’anno 1297 nel marchesato di Namur in forza della cessione eh’essi gliene avevano fatta. Dotato di un carattere fermo, egli ne fece provare gli elfetti a’novelli suoi sudditi, cui la somma sua giovinezza aveva resi arditi a ribellarsi. A’i3 di luglio 1J02 ei pugnò allato di Guido suo fratello nella giornata di Courtraì tanto funesta ai Francesi, ed ai 18 dell’agosto i3c>4 perdette contro il re di Francia la battaglia di Mons-en-Puelle, ovvero sia Mons-en-Pnele, alla quale comandava insieme con suo fratello Filippo. La terribile rotta che ricevette in questa occasione 11011 ¡scoraggiò nè lui nè meno ancora i Fiamminghi, i quali scorgendo Lilla assediata, accorsero da tutte parti a soccorrere questa piazza. Dicesi che vedendo il monarca una nuova armata di Fiamminghi allestita dopo la strage che egli n’avea fatta poc’anzi, avesse a dimandare se ¡ Fiamminghi piovevano. Si venne ad una tregua, la quale nell'anno successivo si cangiò in pace. Nel 131 o il marchese Giovanni seguitò l’imperatore Enrico VII nella sua spedizione d’Italia; e durante la sua lontananza le imposte, che la marchesa sua moglie volle levare sopra i suoi sudditi, cagionarono una sedizione, per la quale costretta a salvarsi nella cittadella coi figli suoi, ella trovossi dai ribelli assediata. Ma tornato il marchese, nel 1313 liberava la sua famiglia coll’oppoggio del conte di Loss, e condannava i sediziosi, clic indarno avevano chiesta la loro grazia, parte ad una forte amenda, ed il resto all’esilio. Nell’anno i3i8