filo CRONOLOGIA STORICA J GUGLIELMO II ili NASSAU. Nel 1647 GUGLIELMO di NASSAU succedette, l’anno vigesimoprimo della sua età, a Federico Enrico suo genitore nello statolderato d’Olanda, non meno che nel principato d’Orange. Utrecht e I’Over-Yssel lo riconobbero in seguito; e nel marzo del 1648 gli stati generali lo elessero sla-thouder della provincia d’ Òltre-Mosa. Allora la pace fra la Spagna e le Provineie-Unite crasi già stipulata mercè il trattato 3o gennaio dello stesso anno 1648, che però non fu reso pubblico all’ Aja prima del 5 giugno seguente. La Spagna con esso riconosceva gli stati de’ Paesi-Bassi, le loro provincie, e tutte le città e piazze ch’avevano acquistate, siccome potenze sovrane e paesi liberi. Sbarazzati così da una guerra di ottant’anni, gli stati generali si occuparono nel giugno i65o per estinguere, mercè una saggia economia, gl’immensi debiti che per essa erano stati obbligati a contrarre. La prima riforma che si proposero d’intraprendere cadde sopra le truppe, la cui moltitudine diveniva quanto inutile, altrettanto gravosa alla repubblica.Ma Guglielmo, le cui viste ambiziose non si confacevano punto a questa riforma, pose in opera tutta la sua eloquenza, che non era mediocre, tutto l’ardore della sua età e l’impeto del suo carattere naturalmente altiero e violento per impedirla. E gli sarebbe forse riuscita la sua opposizione, se non era l’irremovibile fermezza di Cornelio Bicker, uno de’più rispettabili membri degli stati, che, per nulla atterrito dall’ascendente e dalle minaccie del principe, sostenne l’avviso cl>e aveva abbracciato, e fece emanare un solenne editto affinchè lo si confermasse. Guglielmo però non abbandonava il. pensiero di far sì che venisse conservata la stessa quantità di truppe che la repubblica avea mantenute durante la guerra; e con tal mira percorreva le città dell’olanda, sforzandosi, ma infruttuosamente, di persuader loro come la Spagna non tarderebbe a ricominciare la guerra. La città d’Amsterdam, avvertita di questo suo viaggio e dell’oggetto per cui avealo intrapreso, gli fè dichiarare col mezzo di deputati ch’ella non era punto disposta ad accoglierlo; onde egli si querelò appo gli stati della ingiuria fatta alla sua