DEI CONTI D’OLANDA 567 in Inghilterra, ivi sposò in seconde nozze Umfredo figlio del conte di Ilercford, che avcala condotta nella Zelanda. GIOVANNI IL 1299. GIOVANNI d’AVENES conte d! Hainaut, ritornatosi dalla Francia alla nuova della morte del conte Giovanni I, ne aspirò alla successione come più prossimo suo parente, essendoché era figlio di Alice sorella di Guglielmo II conte d’Olanda. Molte fra le città di questa contea non mostraron veruna difficoltà di riconoscere in esso questo carattere; ma dall’una parte Guido conte di Fiandra gli contendeva nella sua qualità di signore diretto la Zelanda occidentale, attesoché, giusta l’antico diritto tanto belgico che germanico, i congiunti in linea collaterale erano esclusi in materia di feudi dalle successioni; e dall’altra l’imperatore Alberto, appoggiato allo stesso principio, domandava il resto della Zelanda colla contea olandese. Ora, Ìiersistcndo Giovanni nel far valere il suo diritto ereditario, ’imperatore gl’inviò ambasciatori per intimargli restituisse all’impero i feudi già vacanti in di lui vantaggio; ma essi vennero da lui scacciati. Alberto ordinava allora contro Giovanni una spedizione, nella quale gli Zelandesi, aizzati da Giovanni di Renesse, aveano promesso d’intervenire con numerosa flotta. Giovanni d’Avenes con armata ragguardevole di Francesi mosse contro l’imperatore, facendogli tuttavia proporre una conferenza a Nimega. Questi accettò l’invito, e non diffidando punto del conte di Gucldria, cui apparteneva la piazza, vi si recò con piccolo seguilo. Egli però s'ingannava, mentre erasi convenuto di assasinarlo durante il banchetto. Avvertitone tuttavia dalla figlia del conte di Gucldria, egli scansò la rete, e ritirossi al vicino castello di Crancnburgo, spettante al conte di Cleves. Ciò tutto ne v;ene riferito dagli annali di Colmar, non meno che da Ottocare d’Ilornek ( PezRer. Austr., tom. Ili, pag. 77’$) Or dunque non essendo riuscito questo orribile progetto conforme alla volontà del conte d’ Hainaut, egli prese il parlilo di rimettere la sua causa in un giudizio arbitrale. L’arcivescovo di Cologna, ch’era uno fra gli arbitri, recatosi allora ad Hainaut, indusse Giovanni d’Avenes a chiedere