DEI GOVERNATORI DE’PAESI-BASSI 589 ancora di tredici anni, dalla scuola di Lovanio, in cui allora il faceva educare, e lo inviò sotto buona scorta in Ispagna, ove restava prigione per Io spazio di vcntott’anni: ed il motivo, o a meglio dire il pretesto, di tal rapimento fu il timore clic questo giovane, figlioccio del monarca spagnuo- lo, si lasciasse corrompere dagli errori che infestavano allora i Paesi-Bassi. I legami clic passavano fra i conti di Egmond e d’Ilorncs ed il padre di Filippo-Guglielmo, rendendoli sospetti al duca, furono causa ch’egli nel i56y li facesse arrestare c condurre nel castello di Gand, donde poi trasferiti l’anno successivo a Bruxelles, furono consegnati al tribunale delle turbolenze, che il 4 g'u£no b condannò alla pena capitale; sentenza il giorno appresso eseguita. Tuttavia essi erano cattolici, almeno il conte d’Egmond, e non aveano punto seguito l’esempio del principe d’Orange, il quale nel 5 aprile del 1567 con uno scritto in data di Dillcmburgo s’era spiegatamente palesato seguace del calvinismo. Questi, alla vista di altre simili esecuzioni contro a’ principali cittadini dallo stesso tribunale ordinate, credette doversi porre in istato di sicurezza coll’ inalberare lo stendardo della rivoluzione. Il duca però trionfava dei primi suoi sforzi; e fu allora che ottomila artigiani, spaventati dalle indagini che si'praticavano contro gli eretici, spatriarono, rifuggendosi in Inghilterra, ove introdussero l’arte delle manifatture de’drappi in lana. Intanto le armi del principe ribelle cominciavano ad essere superiori; ed il duca terminava di irritare i suoi popoli coll’imposizione della decima. Le città fecero a gara di darsi a Guglielmo, e si rapido fu l’abbandono del duca, che il vescovo di Namur scrivendo all’antica governatrice, dicevale: «E pare che il duca d’Alba non siasi ostinato r> a levar la decima che per procacciare dei principati a » Guglielmo » ! Però avendo la fortuna volte di nuovo le spalle a questo principe, ei si vide costretto per mancanza di denaro ad abbandonare i suoi conquisti del Brabante. Presa poi da Federico figlio maggiore del duca d’Alba la città di Naar-den, il di lui luogotenente ne raccolse gli abitatori dentro alla chiesa, sotto pretesto di voler ricevere da loro un nuovo giuramento di fedeltà, e li fece tutti perire 0 nelle fiamme