DEI DUCIII DI GUELDBIA 385 siati della Gueldria a conchiudere con Luigi XI un trattato di alleanza, del quale entrò a formar parte anche Luigi di Borbone vescovo di Liegi. Intanto Guglielmo fratello dell’estinto duca Arnoldo non ¡scorgeva senza invidia il governo della Gueldria fra le mani di sua nipote; anzi coll’appoggio dell’arciduca Massimiliano si costituì nel 1478 tutore dei figli di Adolfo, e con questo carattere aspirò alla reggenza della provincia. Già la città d’Arnheim ed alcune altre abbracciavano il di lui partito; ma Caterina chiamò allora in proprio aiuto Federico duca di Brunswick suo zio. Avendo però Federico lasciala prendere la città di Grave da quei del Brabante, Caterina colla mediazione d’ Adolfo di Nassau, maresciallo di Massimiliano, si determinò a trattare con questo principe, il quale le concedette, vita sua durante, la città di Gueldria colle sue dipendenze. Tutto il ducato peraltro non sottoscrisse tostamente ad una tal convenzione; mentre la duchessa Caterina medesima esortava con sue lettere quelli di Gueldria a render nulla mediante l’opposizion loro la forzata cessione già fatta a favore dell’arciduca de’propri stati. Seuonchè il terrore in pochi anni interamente li assoggettava. Avendo Nimega acconsentito di rendersi, l’arciduchessa Maria di Borgogna, giunta colà nel 1481 in assenza di Massimiliano suo sposo, lo fece subitamente inaugurare duca di Gueldria e conte di Zutphen. L’esempio di questa città trascinava anche l’altre, che rapidamente passarono sotto l’austriaca dominazione (Pontimus, pag. 573). MASSIMILIANO. Nel i483 MASSIMILIANO venne riconosciuto principe della Gueldria e di Zutphen dalle quattro sue principali città. Tuttavia rispetto alla Gueldria egli aveva un antagonista, di cui punto non diffidava, nella persona di Carlo d’Fgmond figlio del defunto duca Adolfo. Questo giovane principe, di cui è qui mestieri tracciare i primi anni di vita, essendo nato a Grave nel q novembre del 1467, era stato, come per noi fu detto, preso nel 147^ insieme con Filippina sua sorella a Nimega dal duca di Borgogna, per T. XIV. 25