CRONOLOGIA STORICA ste di Pentecoste, come non avrebbe sofferto giammai che la successione d’un conte nazionale avesse a passare nelle mani di un principe di Francia. Nel successivo luglio recatosi il conte di Sciampagna a Naraur, seco lui traeva la fìgliuoletta del conte, la quale non coniava che un solo anno, con promessa di farla sua sposa; ed Enrico dal lato suo gli prestava omaggio pei suoi vassalli, ad onta dei reclami del conte d’Ilainaut, che in que’luoghi s’era pur egli recato. Non avendo egli potuto ottener cosa alcuna dalla zio, il i5 agosto innalzò le sue querele nella dieta di Worms all’ imperatore, il quale gli rinnovò le assicurazioni già fattegli la prima fiata. Nel seguente anno nel tempo pasquale il conte d’Ilainaut, spalleggiato da lettere commendatizie dello zio, se ne andò a visitar l’imperatore a Se-Jigenstadt, ed ottenne da lui e da suo figlio le medesime assicurazioni. Allora il vecchio Enrico, scorgendo che il capo dell’impero piegava a favor del nipote, venne seco lui ad una nuova transazione, lo nominò ancora suo erede, ed avendogli fatto prestare omaggio, gli affidò il governo della contea di Namur, promettendogli che si adoprerebbe per ricuperare la figlia, e rinuncierebbe agli obblighi assunti verso il conte di Sciampagna. Il conte d’Ilainaut viveva a proprie spese nella contea di Namur per non essere a peso di chi si sia; ma ciò nonostante la severità con cui puniva le violenze lo -pose in odio dei grandi avvezzi già a praticarle. Essi quindi gli furono avversi presso il conte di Nàmur, facendo temere allo stesso non forse in seguito venisse del tutto spogliato da suo nipote se più a lungo lo tollerava nel proprio paese. Quindi è cneil vecchio sospettoso gl’imponeva di uscire dai propri stati; e reiteravagli poi uu tale comando in un’ udienza che il conte a mala pena avea potuta ottenere. Costretto a ritirarsi per non ¡sdegnarlo vie-maggiormente, egli chiese di essere sciolto dal giuramento che aveva prestato come governatore, locchè gli fu conceduto. Ritornatosi poi nell’ Hainaut, non istette guari a presentarsi di nuovo dinanzi a Namur alla testa d’una schiera d’armati. La città tostamente veniva presa e dagli armigeri saccheggiata contro il divieto del principe. Dopo ciò egli imprendeva ad assediare il castello, dove il conte con una forte guarnigione s’era rinchiuso, e lo costringeva a