DELL’OLANDA EC. 59S forze die si supponeva egli avesse, ad attaccare gli Spa-guuoli e discacciarli da’ Paesi-Bassi. 11 duca, dopo aver concliiuso a I'Iessis-les-Tours le sue convenzioni co’ rappresentanti degli stati, si recò a liberare Cambrai, cui già da un anno il principe di Parma teneva assediata, e di là fece vela per l’Inghilterra colla speranza di ottenere la mano della regina Elisabetta. Deluso però da questa principessa, egli la abbandonò; e presa terra nel io febbraio 1082 a Flessinga, venne a’ ig dello stesso mese inaugurato duca del Brabante in Anversa, donde in seguilo essendosi recato a Bruges, fu colà dichiarito conte di Fiandra. Ma nel 1583 essendogli riuscito a vuoto il disegno formato di rendersi signore assoluto d’Anversa, indipendentemente dagli stali, tornossene in Francia, ed a’ 28 di giugno rinunziò a’Paesi-Bassi. Frattanto il principe di Parma vi continuava le sue conquiste, accrescendole nel 1584 con quella che fece agli 8 aprile d’Ypres, dopo assai lungo assedio, e coll’altra di Bruges, che si arrese a’26 del maggio seguente. Già il principe d’Orange si apparecchiava a respingerlo, allorché nel 10 luglio del 1584 venne assassinato a Delft con tre colpi di pistola, mentre contava cinquanladue anni di età, da Baldassare Gcrards di Villafans (e non di Villesens) nella Franca-Contca (V. i principi d’Orange). MAURIZIO di NASSAU. 1584. MAURIZIO di NASSAU, secondo figlio di Guglielmo principe d’Orange, gli succedeva in età di diciot-t’anni, nella fiducia degli stati generali, senza verun titolo e senza alcun potere determinato. Quelli di Gand, scoraggiali dai felici successi del principe di Parma, nel mese di settembre a lui si resero; e conseguenza del loro esempio ne venne- la sommissione di tutta Fiandra, eccettuato 1’ Preluse cd Ostenda; egli a'doperavasi quindi a soggiogar Anversa: per bloccare questa città faceva erigere nelle sue vicinanze due forti, e fra questi sul fiume Escaut un ponte di barche, il quale venne condotto a termine nella primavera del 1585. Un ingegnere italiano, di nome Giambelli, ch’erasi stabilito in Anversa, si assunse l’incarico di abbatter quest’opera col mezzo di due burlotti (appellati po-