DEI DUCIII DI LOTIIIER E DI BRABANTE i01 avrebbe forse impedita questa elezione, se fosse stato sollecito nel far valere i propri diritti: ma ella crasi già eseguita, ed anche senza ch’ei lo sapesse, quand’egli stava ancora in forse del partito che dovesse abbracciare. Allorché ne fu reso consapevole, prese tostamente le armi per cacciare dal trono il proprio rivale. Felici riuscivano i primi suoi sforzi: impadronitosi di Laon, facea prigionieri la regina Emma sua cognata e sua mortale nemica, ed il vescovo Adalbcrone, che, giusta quanto ne dice anche Ascelino, era del tutto aderente a questa principessa. Indarno l’imperatrice Teofania madre dell’imperatore gli chiedeva in iscritto la liberazione della regina: invano i vescovi della Francia si sbracciavano per questa principessa e pel confratello loro: sordo ad ogni eccitamento, egli disprezzava la stessa scomunica, che vari fra questi prelati fulminarono contro di lui, tanto per quest’azione, quanto ancora pei saccheggi che le sue genti praticavano sulle terre di varie chiese. Egli soprattutto credeva poter lagnarsi di Adalbero-ne arcivescovo di Reims, perché avea prestato il suo ministero nella consecrazionc di Ugo Capoto; e noi possediamo la risposta data da codesto prelato alla lettera che Carlo gli aveva scritta su tale proposito. « Chi era io mai, dice n Adalberone, che solo osassi imprendere di dare un mo-» narca ai Francesi? E questa una faccenda non già par-» ticolare, ma pubblica. Voi mi riguardate siccome nemico ss della casa reale; ma io chiamo in testimonio il mio Rc-» dentore, che non serbo vcrun odio contro di essa... Voi » mi chiedete la mia amicizia: piacesse a Dio che l’onestà ss mi concedesse di occuparmi utilmente al vostro servigio! ss Perocché, quantunque abbiate spogliato il santuario del 5» Signore, abbiate arrestata la regina contro il fatto giura-55 mento, cacciato in una carcere il vescovo di Laon, e tesi nuto in non cale 1’ anatema onde i prelati vi hanno col-;i pito ... io non posso già obbliare di quanto vi sia obbligato 5> per avermi voi guarentito dalle ostilità che mi erano miss «tacciate ss (Bouquet, tom. X, pag. 3g4)- Intanto che queste cose cosi procedevano al di quà della Senna, Ugo Capoto si stava al di là della Loira occupato nel soggiogare il conte di Poiticrs, non che altri signori che rifiutavano di riconoscerlo: ma non appena ebbe dato fine a questa