456 CRONOLOGIA STORICA » dcnuRtiantcs. Quibus occurrcrunt comitos, barones, et au-» xilarii imperatoris, conflictu cura ipsis inito, vicissim raul-» tis intcrfectis, quorum potior l'uit dux (immo frater clucis) » Walrab de Litparch, ctc. » . Quindi Dutkens (tom. II, pag. 3ia) errava nel collocare la di lui morte verso il 12*49, mentre questo principe al punto della sua mancanza a’ vivi contava circa quarantasei anni, laddove nel maggio del 1214 egli non aveva per anco raggiunta l’età di ventiun anno, come puossi dedurre da questo passo del contratto di matrimonio allora conchiuso fra suo padre e la contessa Ermesinda (Bertholet, tom. IV, pr.> pag. 46): » Hoc ctiam » mecum juraverunt, dice in esso Walerano 111, supra dicti » filii mei Hcnricits et Walcranus, qui cum, prò nimia pili ventute sua, co tempore quo praesens charta composita y> fuit, adliuc sigilla non haberent, etc. ». Noi sappiamo infatti (N.. Tr. de Diplom., tom. IV, pag. 265) che in Alemagna, in Francia ed in Inghilterra i nobili sul finire del Xll secolo e nel successivo non godevano di regola del diritto di sigillo, jus sigilli, che dopo avere raggiunta l’età maggiore, 0 quella di ventun anno compiuti. Walerano il Lungo avea pi'esa in moglie Elisabetta od Isabella di Bar, figlia di Ermesinda contessa di Luxemburgo e del primo di lei marito Tebaldo I conte di Bar; del che ne fa testimonianza Alberico con queste parole (ad ami. 1214 ; p. 2, pag. 476 ) : Comes Bari Theobaldus ... de tertia uxore Eirncsende, filia Henrici comitis JSamurcen-sis fìliam Isabellam nomine genuit, i/uain junior IVale-ranus Longus habuit, et ci pepcrit postinoduin ffralera-num de Poilevache. Ermesinda medesima in un atto dell’anno i23i cosi si esprime (apud Dliiaeum, Operimi Diploma tic. , tom. I, pag. 3o6) : Si Elisabeth fìliam incanì praedicli comitis (Henrici Barrensis) sororem , vici filii (imo privigni) Walerani uxorem, eie. A ciò si aggiunga una convenzione che i due coniugi (Bertholet, tom. IV, pr., pag. 55) conchiusero nel gennaio del 1217 (V. S. ) coll’abazia di Rebais per dar termine ad un litigio che era insorto tra loro sul patronato della chiesa di Manille e sopra alcune decime. Dalle quali cose risulta che Butkens (tom. II, pag. 3i2 e 33o) mal si appose giudicando essere avvenuto nel i23i il matrimonio di Walerano, e che il