DEI MARCHESI DI NAMUR di Namur dovesse dipendere per l’avvenire, del pari che da’ suoi successori nella contea d’ Hainaut. Intanto il conte di Bar movevagli guerra per avere eziandio il possesso della contea di Namur, che credeva spettargli per parte della sua sposa; ma nel 1197 si conchiuse una specie di tregua, che non ai 26 dell’agosto, come de Marne asserisce, ma del luglio 1199 fu convertita in un trattato di pace stipulato presso Dinànt, il quale assicurò il possesso del marchesato di Namur fino alla Mosa'a Filippo (Dumont, Corps. Di-plom., tom. I, part. 1, pag. ia5). Essendosi poi poco tempo dopo recato in soccorso del conte di Fiandra suo fratello, che a motivo dell’Artois guerreggiava colla Francia, egli cadde presso Leuze in una imboscata de’Francesi, che lo feceio prigioniero insieme- con dodici cavalieri e con Ugo eletto vescovo di Cambrai che formava parte di quella schiera. Il prelato, se stiamo a Roggero dilloveden, dietro le minacce del legato del papa fu riposto quasi subito in libertà; ma Filippo non ne fu sciolto che mercè il trattato di Peronne conchiuso col conte di Fiandra nelle feste di Natale dell’anno stesso. Nel 1202 partendo quest’ultimo per la crociata, ov’egli fu eletto imperatore di Costantinopoli, affidava a Filippo colla reggenza de’propri stati la tutela eziandio delle due sue figlie; ma temendo il re di Francia che queste principesse non si unissero in matrimonio con qualche suo nemico, indusse il marchese di Namur ad inviarle a Parigi affinchè ivi fossero educate sotto gli occhi della regina. Il marchese con ciò si attirava de’fulminanti rimproveri per parte de’Fiamminghi, il cui malcontento procedette tant’ oltre, che Io spogliarono della reggenza. Filippo cessò di vivere agli 8 di ottobre dell’anno ■ aia, giusta le cronache di Clairmarais e di Lobbes, e non già del 1213, come asserisce Alberico, senza lasciare alcun discendente da Maria figlia del re Filippo Augusto e di Agnese di Merania, che gli era stata fidanzata mercè contratto dell’agosto 1206, e ch’era divenuta sua sposa l’anno 1210. Le ultime circostanze della sua vita riferite da Alberico di Tre-Fontane sull’appoggio di Cesare d’IIeisterbach autore contemporaneo, sono troppo osservevoli ed edifican-perchè non deggiano porsi sotto gli occhi de’leggitori. “11 conte Filippo, narra Alberico (adann. I2i3), senten-