DEI DUCIII DI LOTHIER E DI BRABANTE i35 burgo nel 7 dicembre del 1383 senza lasciar verun erede; sicché la duchessa sua vedova assumeva per conseguenza le redini del governo. Ora avendo le sue truppe, senza ch’ella il sapesse, praticale delle scorrerie nelle terre di Cueldria durante l’assenza del duca Guglielmo, questi, non appena ebbe fatto ritorno, che le fece intimare la guerra. Allora Giovanna chiamava in suo aiuto Filippo duca di Borgogna, impromettendogli di farlo suo erede; e questi inviavate un corpo di armigeri capitanati da Guglielmo della Tremoille, e le procacciava altresì l’alleanza del re di Francia e quella dell’imperatore. Dall’altro lato il duca di Gueldria colle-gavasi col re d’Inghilterra. Intorno a quattr’anni durarono le reciproche ostilità: e noi non riferiremo al proposito che un solo avvenimento, che certo è il più notevole per la sua atrocità. Nel i386 proponendosi la duchessa di Brabante assicurarsi della città di Grave appartenente a Wan-nemaer signor di Cuyck, buono e fedele brabantino, col di lui assenso staccò alcune truppe perchè guidate da Giovanni signore di Wittem siniscalco del Brabante movessero ad occuparla. Peraltro Giovanni di Cuyck figlio di Wennemaer, che avea sposata la figlia bastarda del duca dì Gueldria, aiutato da parecchi abitatori di questa contrada, negò al siniscalco l’ingresso nella piazza. Nè di ciò pure contento, sedotto dal suocero, s’impadronì della persona del suo genitore; ed avendolo inumanamente avvinto di stretti lacci, Io fece condurre a Nimega, ove il duca di Gueldria lo tenne prigioniero per qualche tempo. Per porre il colmo alla propria perfidia Giovanni di Cuyck prestò allora omaggio al suocero, ricevendo in feudo dallo stesso la città di Grave, che fino dal i3a3 dipendeva dal durato di Brabante, e che, giusta Butkens, era in sino a quel punto stata posseduta dai signori di Cuyck come un bene allodiale. Finalmente nell’anno i3qo fu conchiusa la pace fra la Gueldria ed il Brabante (V. Guglielmo 1 duca di Gueldria). Nel successivo la duchessa Giovanna, mercè lettere in data 28 settembre, nominò erede di tutte le proprie terre Margherita sua nipote, contessa di Fiandra e duchessa avente in assegno vedovile la Borgogna, e quello tra i figli di lei che le piacesse di scegliere; ma tale disposizione non venne dagli stati riconosciuta prima del 29