DEI VESCOVI E PRINCIPI DI LIEGI 221 rea compiacenza di annullare il maritaggio di Tietberga col re Lotario loro sovrano. Francone poi pose il colmo a questo mancamento nel seguente anno coll’ approvare insieme agli altri padri, almeno tacitamente, l’adulterio di questo principe. Avendo il pontefice Nicolao condannate queste due assemblee ed interdetti i vescovi che vi erano intervenuti, Francone dimandò perdono, e fu tra i primi ristabiliti nelle proprie funzioni. Dopo la morte di Lotario avvenuta nell’ 869 i di lui zii Carlo il Calvo e Luigi il Germanico si divisero fra loro il regno di Lorena, per modo che la parte di quà della Mosa fu assegnata a Carlo, e l’altra al di là formò il retaggio di Luigi ; e siccome la città di Liegi abbracciava fin d’allora entrambe le sponde della Mosa, a ciascuno dei due principi toccò quel tratto che giaceva dal canto suo. Nell’880 Francone fu testimonio dei saccheggi fatti in novembre dai Normanni nella sua diocesi, ove posero a guasto Tongres, Liegi e Maestricht. Essi poi ritornavano parecchie volte in questo paese negli anni successivi; ma la più notevole delle loro scorrerie durante il reggimento di Francone è quella dell’anno 891. I generali di Arnoldo re di Germania presentarono loro battaglia nel 26 giugno sulle sponde della Dyle; ma l’armata germanica venne allora tagliata a pezzi. Tuttavia Arnoldo non guari dopo riparava a siffatta perdita con una compiuta vittoria contro di questi barbari. Narra Anseimo di Liegi come avendo Io stesso Francone prese le armi, cacciasse dalla sua diocesi le altre bande di Normanni che l’andavano desolando. Sigeberto pone la morte di questo prelato nel 903, ed Anseimo ne nota il giorno agli idi, cioè a’i3 di gennaio. Noi possediamo due lettere che gli furono scritte, una verso l’8(io da Teutgaldo arcivescovo di Treviri, l’altra da Incmaro arcivescovo di Reims (Mar-iene, Ampliss. collect., tom. I, pag. i55-i5y). STEFANO. 9o3. STEFANO canonico di Metz e congiunto del re Carlo il Semplice, che fu eletto a successore di Francone, era uno fra i più distinti prelati di quel secolo sì per la sua sapienza che pclla virtù. Egli compose un officio della Irinità, la cui festa fu a Liegi instituita dal di lui succes-