3i4 CRONOLOGIA STORICA lon accuratamente raccolse le ragioni che questo principe allegava in proprio favore: nulla certamente egli omise per farle valere. Avvenne che la notte del 3 venendo al 4 febbraio dell’anno i5g5 la cittadella d’Hui venisse sorpresa da trenta soldati del principe di Nassau, e che il giorno appresso il capitano Herauger, che li seguiva daccosto con un corpo di genti, costringesse la città stessa ad arrendersi. Ma quelli di Liegi, aiutati da cinquemila Spagnuoli che l’arciduca Ernesto d’Austria governatore de’ Paesi-Bassi loro aveva spediti, ripigliarono e la città e la rocca dopo otto giorni di assalti. In questo mezzo, morto l’arciduca Ernesto, il conte di Fuentes vice-governatore pretendeva di poter collocare una guarnigione spagnuola nella cittadella d’Hui : la questione durò tre mesi, e soltanto a furia di doni si potè indurre il conte a richiamar le sue genti, che si trovavano già nella piazza. Nel i5gj le imposte eccitavano in Liegi gravi tumulti, che posero in combustione tutto il paese; e ben fu mestieri al principe di tutto il suo genio e fermezza per acquetarli. Nel 1612, colto da malattia ad Arnsbriurg in Westfalia, Ernesto ivi cessò di vivere a’ 17 febbraio in età di sessantaire anni fra i più alti sentimenti di compunzione. FERDINANDO di BAVIERA. 1612. FERDINANDO figlio di Guglielmo V elettor di Baviera e di Renata di Lorèna succedette nel vescovado di Liegi ad Ernesto suo zio paterno, che nel 1600 lo aveva fatto eleggere suo coadiutore, e in pari tempo gli subentrò nella sede di Cologna e nei tre altri vescovadi di cui era egli stato in possesso. Quasi tutto il tempo del governo di questo principe fu agitato da guerre intestine; e, se si eccettui qualche piccolo intervallo di calma, egli trovossi ognora alle prese col popolo di Liegi riguardo ai rispettivi loro diritti, nè d’altro si udiva parlare che di esili, di torture e di massacri. II principale motivo di tali dissensioni era l’elezione dei magistrati, a cui Sebastiano della Ruelle primo borgomastro avea diritto di presiedere. Aderente alla Francia, ed amato e rispettato da’suoi compatrioti, Sebastiano impiegò tutta la sua potenza per impedire ciie la fa-