DEI MARCHESI DI NAMUR 167 giorno a3 agosto. Il vantaggio ch’egli ne trasse fu la conferma delia donazione dell’ÈcIuse e del possedimento di alcune altre terre che gli appartenevano in Fiandra. Fu questa la sua ultima impresa, mentre egli cessò di vivere in Parigi il i.° febbraio dell’anno 1331, ch’era il sessantesimo quarto dell’età sua, e fu sepolto nel 4 stesso mese ai Francescani di questa città. Giovanni avea sposate, i.° verso il i3o7 Margherita nipote di san Luigi per parte di Roberto di Clermont suo padre, la quale mori senza prole nel 1309, 2.0 Maria d’Artois figlia di Filippo d’Artois signore di Conches, dalla quale gli nacquero sette figli maschi e tre femmine. Quattro di questi maschi gli succedettero l’un dopo l’altro, ed altri due, cioè Roberto c Luigi si resero celebri pel loro valore. Isabella, seconda tra le sue figlie, ebbe a sposo Roberto conte palatino del Reno •, e Bianca, ch’era la terza, si maritò con Magno monarca di Svezia. 11 marchese Giovanni fu compianto da’suoi sudditi, quanto in vita essi avcvanlo poco amato : fu resa giustizia allo sue grandi prerogative allora soltanto che restavane la sola memoria. GIOVANNI II. 1331. GIOVANNI, primogenito e successore di Giovanni I, trovavasi alla morte del padre in Parigi, donde se ne parti dopo avergli renduti gli estremi uffici per immettersi nel possesso del suo marchesato. Due anni prima egli crasi posto in viaggio alla volta della Boemia, lasciando a Maria sua madre la cura del proprio stato, collo scopo di soccorrere Giovanni di Luxcmburgo re di Boemia nella guerra che questi trattava di concerto coi cavalieri Teutonici contro i Lituani, popoli ancora idolatri. Mentr’egli era assente, avendo il marchese suo padre offerto un asilo al famoso Roberto d’Artois suo cognato proscritto dalle terre di Francia, il re Filippo di Valois, avvertito che questi teneva secreto pratiche contro di lui, indusse il vescovo di Liegi a romper guerra contro quei di Namur per costringerlo ad uscire di quella contrada. La reggente allora non ebbe altra cosa maggiormente a cuore-che quella di accommiatar suo fratello. Nel 1334 il marchese Giovanni, fatto ritorno dalla