112 CRONOLOGIA STORICA lagrime. Volle in seguito recarsi a morire a Verdun, ove in fatto spirò l’anima nella vigilia del Natale di quell’anno medesimo, secondo quello ne riferisce Bertoldo di Costanza. Da Oda sua prima sposa gli nacquero Goffredo che seguita ; Wiltrudc o Weliga, che fu moglie di Adelberto conte di Calwe, la quale morì nel 1093, sci anni prima del suo sposo; ed Ida moglie d’Eustachio II conte di Boulogne. 11 secondo nodo di Goffredo con Beatrice rimase sterile. GOFFREDO V, detto il GljBBOSO. 1069. GOFFREDO, detto il GIBBOSO, succedette a Goffredo il Barbuto suo padre nel ducato della bassa Lorena e nel marchesato di Anversa, non meno»che ne’di lui-beni patrimoniali. Fin dal io63 egli avea presa in moglie Ma-tilde figlia ed erede di Bonifacio conte di Modena e di Beatrice marchesa d; Toscana. Nell’ anno poi 1071 ei prese 1’ armi contro Roberto il Frisone tutore di Thierri V conte d’Olanda, di cui questi avea sposata la madre: e soggetto di questa guerra fu l’Olanda meridionale, che il vescovo di Utrecht s’era fatto assegnare da Enrico IV re di Germania, e ch’egli in seguito, trovandosi nell’impotenza di mettersene in possesso, areva passata a Goffredo. Quest’ ultimo poi, essendo entrato in quella provincia per la parte del llhiland con un esercito, ove si trovavano ancora alcune truppe imperiali, prese diverse piazze che da se medesime gli aprirono le porte loro, e s’inoltrò fino a Leyde. Egli era già divenuto signore di questa piazza, quando Roberto accorreva dalla Fiandra per presentargli battaglia, e guadagnatala, costringeva il vinto ad abbandonare il paese ed a ritirarsi a Gand colla sua sposa e col suo pupillo. Goffredo portò dovunque senza opposizione le vittoriose sue armi, e penetrato inoltre fino nella West-Frisia, diede il guasto a tutto il paese. Però i Frisoni, riavutisi dal primo loro sbigottimento, si rannodarono nell’anno vegnente, e lo investirono in Alkmaer in tempo ch’egli aveva di fresco licenziate le proprie truppe. L’assedio già persisteva da nove settimane, allorquando il vescovo di Utrecht si recava in di lui aiuto. Riferisce Giovanni di Leyde che le genti del