DEGLI ARCIVESCOVI DI TREVIRI SAN CIRILLO. 455. CIRILLO, successore di Severo, se stiamo ai Bol-landisti (toni. IV m/iii, pag. 33i), cessò di vivere verso il 458. Egli viene collocato fra i santi; ed un’antica iscrizione gli attribuisce il ristabilimento della chiesa di Sant’Eucario, J A M B L I C 0. 458 circa. JAMBLICO, ovvero G1ANNERI0, appellato altresì JAMNECIO, succedette, giusta gli antichi cataloghi, a Cirillo. Questo prelato siedeva ancora nella sua cattedra verso il 475, siccome il dimostra la lettera d’Auspicio ve~ scovo di Toul ad Arbogasto conte di Trcviri, riportata dal signore di Hontbeim (Hist. dipi. Trcvir., tom. I, pag. 19): Sanctum, die’ egli, et pritnum omnibus nostruuKjtie papam Jamblycum honora. Intorno al quale proposito Bucherio e Masenio osservano, che fin d’allora il vescovo di Treviri esercitava sopra Metz, Toul e Verdun; e Sidónio Appollinare scrivendo al medesimo Arbogasto chiamava esso Jamblico consumatissimum virum cunctarumcjue virtutum conscientia et fama juxta beatum. Ignorasi la durata del suo vescovado. Eveniero od Emero, Maro, Volusicno, Mileto, Modesto, Massimiano, Fibicio o Felice, Rustico ed Aprunculo, tutti successivamente vescovi di Treviri dopo di Jamblico, non altro che il nome loro lasciarono alla posterità. 1 Bollati-disti pongono la morte dell’ultimo nel 527. SAN N I C E T 0. 527, NICETO, ovvero NICEZIO, nato da nobile famiglia del Limosino, era già abate di un monastero nella diocesi di Treviri, allorché Aprunculo lasciava la sede di questa chiesa vacante colla sua morte. Erasi scelto dal clero un certo Gal a di lui successore; ma Thierri re d’Austrasia diede la preferenza a Niceto, tanto a motivo dell’ eminente sua virtù, quanto a riguardo dello splendore de’suoi natali. Niceto non fu però un prelato di corte, bassamente occu-