DEGLI ARCIVESCOVI DI COLOGiNA vere alla pubblica venerazione. Dicesi clic Engilberto fosse ii primo arcivescovo di Cologna il quale abbia ottenuto un sulfraganco. Troviamo in fatti che due si susseguirono l’uno all’altro, vale a dire Thierri e Gualtiero. E però da notare che più sopra nel secolo IX abbiamo sotto Ade-baldo veduto un corepiscopo di nome Ildeberto, il quale faceva in Cologna 1’ uffizio, a quanto sembra, di vescovo sulfraganco. ENRICO di MOLENARCK. 1225. ENRICO, progenie della famiglia dei signori di Molenarck nel paese di Julicrs, già prevosto di Ronn, venne eletto da unanimi voti nel i5 novembre del 1225 ad occupare la sede di Cologna. Eletto appena, egli obbligossi con giuramento di vendicare la morte del suo predecessore; e non fu punto spergiuro: perocché recatosi, narra Cesare di Ileinsterbach, a visitare il re in Francfort, diede commissione a due abati di portarvi il corpo del defunto, e presentatolo al monarca ed ai principi che si trovavano nell’assemblea, chiese altamente giustizia contro le violenze di Federico. Tutti gli spettatori a tal vista versarono molte lagrime: fu ¡rinnoveliata la proscrizione di Federico già pronunciatasi nella dieta di Norimberga. Enrico venne in seguito investito delle regalie, dopo di che trasferitosi a Magonza, dove nell’Avvento il legato teneva un concilio, ottenne che Engilberto fosse collocato nel novero de’ martiri ed il di lui omicida (scomunicato insieme con tutti i suoi complici. Ritornato poscia in Cologna a’io dicembre, ivi rinnovellò tale scomunica. Intanto Federico, del quale egli avea fatto spianare il castello, preso il io novembre del 1226 in una imboscata, gli veniva condotto pel prezzo di duemila marchi, ch’egli esborsò. Apertosi al reo tostamente il processo, fu la ruota il supplizio, sotto del quale egli espiava il proprio delitto nel i4 del seguente novembre. Siccome i vescovi di Munster c di Onsnabruck fratelli di Federico aveano presa parte nel suo misfatto, Enrico ottenne dal pontefice Onorio clic venisser deposti ; ma il secondo di essi potè in seguito risalire sulla sua sede (Genelius, Not. ad cap. i3, lib. II, Filcie S. EngiL). Re-