DEGLI ARCIVESCOVI DI TREVIRI 3r9 fare di sant’Atanasio e quello di Paolo, i vescovi arriani essendosi adunati in Antiochia confermarono la condanna del primo. Avvertiti in seguito ch’egli era tornato in Occidente, spedirono quattro di loro all’imperatore Costante, che trovavasi a Treviri, per prevenirlo contro l’illustre perseguitato:, ma lo zelo di Massimino rese infruttuosa una tale deputazione. Ammaestrato da questo arcivescovo intorno all’innocenza di sant’Atanasio, egli non si degnò nemmeno di porgere ascolto a’ suoi accusatori, e gli licenziò coperti di confusione. Nel 345 Massimino si recò al concilio di Milano, nel quale novellamente si distinse contro gli Eu-sebiani, presente il medesimo imperatore; e due anni appresso intervenne all’altro concilio Sardico, del quale fu uno fra i più validi appoggi. Tanto coraggio contro gli implacabili nemici dell’innocenza e della verità non poteva restarsi impunito. Infatti gli Arriani ritiratisi dal Sardico dopo avere inutilmente tentato di farvi condannare Atanasio e la sua dottrina, tennero un conciliabolo a Filippopoli, nel quale scomunicarono Massimino con altri loro avversari più rinomati. Massimino non sopravvisse gran pezza a questa ingiusta condanna; perocché tornatosi alla sua chiesa, intraprese, a quanto credesi, un viaggio a Poitiers, ove era chiamato da qualche affare, ed ivi mori nel 348 ovvero nell’anno seguente. Il suo cadavere fu trasferito a Treviri dal di lui successore, e sotterrato nel luogo ove si fondò la celebre abazia che chiamasi dal suo nome. S A N PAUL IN 0. 348 ovvero 34g. PAULINO, di patria Aquilano, succedette a Massimino nella sede di Treviri; ed appena avea cominciato a far conoscenza della sua greggia, si recò a Roma onde adoperarsi con papa Giulio per lo ristabilimento della pace nella chiesa. Allora sant’Atanasio erasi già dall’esilio richiamato dall’imperatore Costanzo, sicché i vescovi che lo avevano derelitto si affrettarono di riconciliarsi con Ini. Ursacio e Valente, suoi più spiegati nemici, si trovarono pur essi in tal numero, e gli inviarono dalla città d’Aqui-leja la loro rittràttazione , commissionando Paulino a retargliela, Avendo Atanasio poco dopo perduto il suo prò-