DEGLI ARCIVESCOVI DI TREVIRI 397 ritorno caduto infermo a Wittlich, piccola città della sua diocesi, situata sul Lezer, sette leghe distante da Treviri, ivi mori il giorno i3 marzo in età di sessantatre anni, non senza che si sospettasse esser egli perito di veleno. Il suo cadavere fu recato a Treviri e ivi tumulato nella cattedrale. Questo arcivescovo ad una rara prudenza, ad una non comune facondia congiunse eziandio un grande amore per la religione e pel pubblico bene. Egli si distinse in forza di queste sue belle prerogative in tutte le diete ove trovossi, nè mancò mai in veruna tenutasi a’suoi tempi senza indispensabili motivi. GIOVANNI III di METZENHAUSEN. i53i. GIOVANNI di METZENHAUSEN, nato da una antica famiglia, già prevosto della chiesa di Treviri, venne unanimemente eletto successor di Riccardo a’27 marzo del i53i, e fu consecrato nel 26 marzo dell’anno successivo. Questo innalzamento era la ricompensa dei servigi da esso renduti alla chiesa di Treviri, mentre nel 1516 avea fatti confermare tutti i suoi privilegi da papa Leone X in una ambasciata ch’ebbe a sostenere in nome dell’imperatore Massimiliano presso questo pontefice. Giovanni strinse nell’8 novembre del i53a un’alleanza per venti anni coll’elettor di Magonza, coll’elettor palatino e col langravio di Hesse, ed a’3o dello stesso mese un’altra simile col duca di Lorena (De Hontheim, Ilist. Di/t lui 11. Trevir., toni. Il, pag. 632-642). Nel i534 egli spedì de’soccorsi al vescovo di Munster contro gli Anabattisti, che s’erano insignoriti di questa città sotto la guida del sarte Giovanni di Leyde, a cui que’fanatici partigiani avevano attribuito il titolo di re$ allora tennesi a Coblenza nel i3 dicembre dello stesso anno una dieta, affine di aumentare i soccorsi da prestarsi all'arcivescovo di Munster; c quelli che da essa gli vennero somministrati lo posero in istato d’incalzare più vivamente l’assedio della sua capitale, che finalmente fu presa nel a4 giugno 1535 dopo più di un anno di resistenza. E cognita la vendetta che i vincitori esercitarono sopra Giovanni di Leyde, il quale fu messo a brani con tenaglie roventi. Nel 1540 Giovanni al suo ritorno dalla dieta d’flagucuaa, »