4ü6 CRONOLOGIA STORICA poter loro succedere. 11 duca Alberto partiva nel seguente anno per ¡sposare a Tangermunde Margherita , figlia di Federigo elettore di Brandeburgo, ma non appena le nozze furono'celebratej che la morte lo rapiva alla sposa. Il duca Giovanni suo cugino, che lo avea già preceduto nello stesso àngo alla tomba, avea spósato nel 1398 Jutte, ovvero Giù* ditta, figlia di Ottone conte di Iloya, trapassata nel 1415^ 2.0 nel i4<7 Caterina, figlia di Erijpolll duca di Sassonia-Lawerhburgo, e vedova già di Giovanni conte di Werle; nozze per le quali, a motivo della sua parentela, venne scomunicato dal legato pontificio di papa Martino V, che in seguito poi lo riabilitò. Caterina partoriva al duca Giovanni due figli, cioè Enrico e Giovanni, che or seguono; oltre ad un terzo, che moriva in tenera età. Fu appunto il duca Giovanni, che nel 1415 fondava a nome di Alberto suo pupillo ed al proprio l’università di Rostock, ove nel 1419 collocò varii professori tolti da quella di Erfort. ENRICO V, detto il GRASSO, e GIOVANNI IV. i4i3. ENRICO', nato nel 1418, e GIOVANNI figlio del duca Giovanni III, succedettero ad Alberto loro, cugino ed al padre loro, sotto la tutela di Caterina loro madre, dalla quale non Uscirono che verso il 14^9- La reggente ebbe intanto nel con Federico I elettore di Brande- burgo una guerra ch’ebbe termine l’anno successivo, mediante un trattato di pace e di alleanza concliiuso per dieci anni ( Bitchholz, pag. 34g). Nel 1427 ecco sorgere un nuovo ammutinamento de’ cittadini di Wismar contro i loro- magistrati. La città fu posta al bando dell’impero, e l’esecuzione di questo decreto fu commessa ai duchi di Mecklemburgo ed alla città di Lubecca. Senonchè detti commissari! noleggiarono in seguito nel i43oun accomodamento. Anche a Rostock sorse verso la stessa epoca una simile sedizione, che durò più lungo tempo : l’imperatore adunque la. colpiva del bando, ed il concilio di Basilea vi aggiugnea la scomunica. Però l’uno e l’altra furono levati nel i44°j e l’accademia ripigliò le sue' funzioni nel iii'i (idem, pag. 353-355). Intanto la duchessa Caterina, madre dei due tutelati,