DF.I MARGRAVI DI BRANDEBURGO 5a7 di Mecklemburgo, dovesse loto tornare, Ottone ed Ermanno suo cugino alla testa di quattromila cavalli ed un maggior numero di fanti entrarono nel Mecklemburghese, e tutto il posero a guasto: però la morte dell’imperatore Alberto, avvenuta nel i.° maggio dell’anno stesso, faceva cessare le ostilità. Nella dieta che tennesi per dare un nuovo capo all’impero, tutti i principi regnanti di Brandeburgo, siccome pur quei di Sassonia, esercitarono in comune il diritto di suffragio (Pauli, pag. 285). Ottone viveva ancora nel 27 novembre i3o8, giorno dell’elezione dell’imperatore Enrico, comechè non uè fosse presente; ma per altro non guari dopo cessò di vivere. Fu questi uno dei principi più rinomati della sua famiglia: per que’tempi egli era dotto, ed il Pauli riporta di lui una canzone. Edwige, figlia di Enrico V duca di Lignitz, sua sposa, pare non lasciasse da lui verun figlio (ibid.). WOLDEMARO. 1309. WOLDEMARO 0 WALDEMARO , figliuolo di Corrado, fratello di Ottone IV, succedette allo zio, cd ebbe in pari tempo la tutela di Giovanni l’illustre suo cugino. Noteremo che in un diploma d’investitura da lui rilasciato nel 3 maggio i3og egli s’intitola marchese di Brandeburgo, di Landsberg e di Lusazia; loccliè prova che fin d’al-lora egli era succeduto ad Ottone IV. Il Pauli s’è dunque ingannato, collocando la morte di quest’ ultimo nel io settembre liiog. Woldemaro vendette nel 3i maggio i3io all’ordine teutonico le città e castelli di Danzica e di Dir-schau, nonché varii cantoni della-Pomerania orientale, che gli spettavano, per la somma di diecimila marchi d’argento, con promessa di far ratificare la vendita stessa da un diploma imperiale. Punto da certi mancamenti della città di Hostock a proprio riguardo, il margravio per vendicarsene si recò accompagnato da’suoi alleati ad assediarla nel i3i2, nè acconsentì di ritirarsi clic mediante la somma di quattordicimila marchi d’argento, da pagarglisi parte in moneta e parte in mercatanzie (Pauli, tom. V, pag. 288). Tornatosi ne’suoi stati, vi discacciò Federico il Morduto, langravio di Turingia c marchese di Misnia, il quale avea