53o CRONOLOGIA STORICA tutore del giovane Enrico, così a motivo dell’ odio su.o contro la casa di Baviera, onde usciva la madre di questo principe, come ancora perchè Enrico Senzaterra non ebbe che questo figlio, pensa che Rodolfo stesso intendesse di essere tutore di Alberto e di Woldemaro, giovani conti di Anhalt-Coethcn, figli di una sorella di Woldemaro, estinto margravio. Ma difficile è l’accordare quest’asserzione con ciò che dice, precedentemente lo stesso storico, vale a dire che questa dama era già vedova nel 1290. Sia come esser si voglia, l’imperatore Luigi per salvare i diritti di suo nipote lo dichiarò maggiore primi che avesse raggiunta l’età di dodici anni (ibid., pag. 3ii); ma queste mire dell’imperatore riuscirono a vuoto per la morte del giovane principe, avvenuta nel settembre i320. Non è dunque da fare le meraviglie ciré varii documenti chiamino Woldemaro 1’ ultimo della sua casa. Enrico il Giovane ebbe una sorella di nome Sofia, che fu moglie dì Magno il Pio duca di Brunswick, al quale nel 1333 l’imperatore conferiva l’-investitura di Landsberg e delle sue pertinenze, eh’erano state assegnate-come vedovile alla sposa di Enrico Senzaterra. Dop.o la morte di Enrico il Giovane, o piuttosto dopo quella di Woldemaro, varii principi vicini tentarono di trar partito dalle circostanze per ricuperare ovvero invadere diverse piazze 0 porzioni di territorio, sulle quali vantavano qualche diritto: però i soli discendenti d’Alberto 1’ Orso, margravio di Bran-deburgo, siccome pur quelli di Sassonia-Wittemberg e di Anhalt, si diportarono come soli credi di sì fatta successione; nè si videro i principi di Sassonia-Lavemburgo collocarsi tra gli aspiranti, benché usciti egualmente dallo stesso Alberto; e ciò senza dubbio perchè avendo Bernardo •suo secondo figlio, ond’ eglino discendevano, rinunziato per se e suoi eredi al margraviato, giudicavano sensatamente di non avervi più alcun diritto. Così l’imperatore dichiarando il Brandeburghese coi feudi che ne erano soggetti aperto per la morte dei margravi, lo conferì a picn diritto al proprio figlio maggiore che or segue.