DEI BURGRAVI DI NORIMBERGA 497 furono uccisi dai maniscalchi di Norimberga, atteso clic trovandosi alla caccia i cani loro, scioltisi per inavvertenza de’ loro paggi, aveano fatto a brani il figlio di uno fra essi; 2.0 Maria, sposa di Luigi conte di Oettingen; 3.° Adelaide, ch’ebbe a marito Enrico conte di Chatel : 4-° Elisa-betta, che sposò Goffredo conte di Hohenlohe; 5.° Anna, badessa di Schlusselau. La seconda sua sposa, Elcna, che egli avea impalmata nel 1275, era della famiglia di Sassonia. Fu appunto con essa che fondava il convento di Birkenfeld presso Neustadt sull’Aich. I figli loro furono Giovanni e Federico, che or seguono; Anna, che sposava Emicone conte di Nassau prima del 1297; Elcna, moglie di Gerardo conte d’ Hirschberg e fondatrice del convento di Rebdorf, vicino ad Aichstedt. . GIOVANNI I e FEDERICO IV. 1297. GIOVANNI e FEDERICO, figli di Federico III, governarono in comune gli stati del loro padre dopo clic questi venne- a mancare ; senonchè per altro Giovanni lo seguì tostamente nella tomba, se pur vogliamo attenersi all’ epitafio scolpito sulla pietra sua sepolcrale ad Heilbronn, che così si esprime: Anno Domìni 1298 Cai. Sept. obiit Dom. Johannes filius senior Friderici Burgraviì de ZVu-remberg (Menken, Script. Rer. Geriti., tom. III, pag. 660). La cronaca di Hoff, che la trascrisse, ricorda sotto l’anno 1307 alla pag. 663 Federico e Corrado di lui fratello, burgravi di Norimberga, siccome acquirenti di varii fondi del conte d’Orlamunde; locchè ne induce a credere che questi due fratelli fossero figli e successori del burgravio Giovanni I. Quanto poi a Federico fratei di quest’ultimo, egli, dopo la morte di Adolfo di Nassau, riconobbe come re de’Romani Alberto d’Austria, dal quale nel i3oo ricevette l’investitura. Salito nel i3o8 sul trono imperiale, Enrico di Luxemburgo trovò un' zelante partigiano nel burgravio Federico, il quale nel i3og dava mano a Giovanni, figlio di questo principe, per mettersi in possesso del regno di Boemia, ed accompagnava nel seguente anno l’imperatore stesso nella sua spedizione d’Italia. Rimasto nel 1313 di bel nuovo vacante l’impero alla morte di En- T. XVI. 3a